E diedero una nuova strappata ai polsi per farlo camminare con loro. Andrea sentì trarsi i panni dai bambini che vi si tenevano afferrati.

— I miei figli: disse egli, piantandosi a resistere alla tirata; io non posso abbandonare i miei figli... Mi lascino almanco ricondurre all'ospizio i figliuoli miei.

— Eh! le sono storie: risposero i birri; che sì che noi abbiamo tempo da passeggiare per la città a lasciarvi fare le vostre commissioni; o che credereste che noi vi lasciassimo andare a fare voi da solo una piccola corsa, colla fiducia che voi veniate di poi a consegnarvi nelle nostre mani?

— Io sì, lo farò, lo giuro: esclamò Andrea.

— Niente affatto; non c'è da farvi di queste lusinghe; già troppe parole abbiamo scambiate; suvvia in marcia, e non fatevi tirare.

— Babbo, babbo, seguitavano a gridare i bambini: non lasciarci..... Ci conducano anche noi col babbo.

I popolani presenti incominciavano a intenerirsi: i birri la vollero far finita, e senza tante cerimonie trascinarono il meschinello facendogli entrare nelle braccia le cordicelle delle manette. I bimbi correvan dietro a quel gruppo strillando; il povero padre volgevasi verso di loro, avvicendando le preghiere alle minaccie ed agli improperii e tutto col medesimo effetto sui poliziotti che lo traevan prigione: era uno spettacolo dolorosissimo a vedersi.

Ad un punto Andrea si buttò in terra disperatamente.

— No, urlò egli in un accesso di rabbia avvoltolandosi sul fango ghiacciato della via; no, non faccio un passo di più, non mi movo..... mi battano, mi uccidano se vogliono, ma io non abbandonerò i miei figli.

Gli sgherri si diedero in fatto a percotere il pover'uomo accompagnando le busse d'ogni fatta villanie; ma l'infelice padre seguitava a gridare: