—Sor Lorenzo, dica che cosa ha?… Non mi sente! Non mi vede?… O Dio buono! Santa Madonna del Carmine, non l'ho mai visto in questo stato!
E, dimenticando, nello spavento di quell'istante, le forme rispettose ch'egli pretendeva da lei in presenza d'altri, anche del figlio, si lasciò scappar detto:
—Rispondimi, Lorenzo… non lasciarmi in tanta inquietudine.
S'accorse in quella della presenza di Emilio e del sogghigno mefistofelico cui gli metteva sulle labbra quella famigliarità della vecchia serva verso suo padre.
—E tu che fai? gli disse con ira: non sei buono che a star lì impalato?… È pur inutile che tu abbia studiato da medico, se non hai nemmeno appreso a soccorrere tuo padre.
Il giovane la guardò freddamente.
—Nè io, nè altri ha mezzo da soccorrerlo… Non c'è nulla da fare.
—Come, nulla da fare?… Credi che il male passerà da sè?
—No; credo che non passerà più.
—Non passerà più?… Vuoi dire?…