—Ora non sono più nulla. Ho una vistosa eredità, e ho pensato meglio di venirmela a godere tranquillamente, libero, a casa mia… E tu che carriera hai preso?

—Ho studiato da medico; ma non faccio nulla, perchè anch'io ho avuta un'eredità, quella di mio padre, che mi permette di vivere pienamente a mio capriccio.

—Benissimo; me ne rallegro tanto… Non puoi credere il piacere che mi fa lo averti incontrato. Si ha un bel dire, ma i compagni dei primi anni conservano sempre un posto nel cuore. Mi farò un piacere d'introdurti nella società ch'io pratico…

—Grazie, ma…

—E tu mi procurerai l'onore di frequentare la tua.

—Oh! io…

—Per esempio in casa Danzàno…

Emilio ebbe un'alzata di capo che rivelava poca volontà d'acconsentire.

—Ti ho visto fin adesso in palchetto con quelle signore. So che son tue cugine. Oh, mi sono informato. È la mia buona stella, che mi ti ha fatto incontrare… Sarò schietto con te… È un mese che cerco, invoco l'occasione di essere presentato a quella famiglia…

—Per mia cugina? disse Emilio con riso più itterico che mai.