—Lo disturbo? disse Battista rimanendo sulla soglia.
—Niente affatto: parlate pure, e io intanto continuo il mio tiro.
Mentre Battista espose la sua ambasciata, Emilio cacciò tre pallottole nel centro del bersaglio, l'una spingendo dentro l'altra.
—Corpo di Bacco! esclamò il servo meravigliato. Che sicurezza d'occhio e che fermezza di mano!
—Peuh! esclamò con indifferenza Emilio, gettando in là la pistola; e voltandosi a un tavolino dov'era un servizio da liquori, si mescette un bicchierino di acquarzente che tracannò d'un fiato. Ne caccierei nello stesso buco cinquanta, cento delle pallottole, l'una dopo l'altra.
—Ah! non sarebbe molto propizio alla salute l'andare a soffiare sotto il naso di vossignorìa.
—Una volta s'aveva poco da scherzare meco; ero un solfino, m'accendevo subito; ma ora ho messo tanto ghiaccio nel mio sangue, che a farlo ribollire ce ne vuole!…
Battista, compiuta la sua missione, prendeva commiato.
—Aspettate, gli disse Emilio. Assaggiatemi un po' questo cognac.
E gli mescette un buon bicchierino, atto a sciogliere lo scilinguagnolo.