Matteo e Pietro s’avviarono insieme su delle scale.

— Andate anche voi dal conte Sangré? — disse quest’ultimo.

— Sì, certo, — rispose l’altro, — e c’è meno da stupirsi di me che di te, il quale non so davvero come possa conoscere quel giovinotto torinese.

— L’ho conosciuto ieri sera, in casa appunto della Carlotta.

— La Carlotta! tua cugina!... Oh bella! Sarebbe dessa mai per caso quella ballerina per cui hanno scritto da Milano al conte di Valneve padre esser nata una sì accesa rivalità fra il figlio di lui e un ufficiale austriaco?

— Pur troppo! — sospirò Pietro. — E ieri sera ho avuto il bel piacere di vedermeli a capitare tuttedue, là in casa di quella disgraziata, i rivali.

— E successe fra di loro una scena dietro la quale si sono sfidati, non è vero?

— Appunto.

— E questa mattina devono partire ambedue da Parma per andarsi a battere?

— Precisamente... Ma come sapete voi?...