— E ora vi dico di tornare questa sera...

— Ma se Lei parte...

— Tanto meglio e così non mi troverete... Oh non la capite che non voglio sentirvi, che non voglio aver nulla da fare con voi?

— Signor conte, — rispose umilmente Matteo, — io non domanderei di meglio che non darle oltre fastidio; ma ho una missione da compiere da parte della sua famiglia e le domando questo colloquio in nome del suo signor padre... Ho poi qui una carta che dovrebbe avere qualche influenza sulle sue determinazioni a questo riguardo.

E da un suo portafoglio trasse fuori e mostrò ad Ernesto un fogliolino in forma di cambiale.

Valneve arrossì un poco e bruscamente disse:

— Ebbene sia, venite di qua... Mi scusi, signor Carra: spero sbrigarmi in un momento ed essere subito di nuovo da Lei...

E passò nella camera vicina seguìto da Matteo Arpione.

XXVIII.

Appena soli nell’altra stanza, Ernesto di Valneve si volse a Matteo con voce aspra e sdegnosa: