— Ditemi un po’ la verità, se pur ne siete capace, — interruppe il conte. — Voi avete parlato a mio padre e a mia madre di questo mio nuovo debito?

Matteo si pose una mano sul petto.

— No, davvero, in fede di galantuomo...

— Prendete un’altra formola di affermazione, se volete che vi creda.

— Se avessi loro detto del suo debito, il signor conte e la signora contessa avrebbero pagato, e invece vede qui il suo pagherò...

— Ah ecco un buon argomento. Sì, è vero, quei cari e buoni genitori miei, anche mercè ogni sacrifizio, avrebbero pagato...

— Lei, signor conte, mi aveva fatto giurare che non avrei più detto nulla alle loro eccellenze il conte e la contessa: e vede se io mantengo il mio giuramento...

— V’avevo minacciato, se voi lo violavate, di bastonarvi di santa ragione.... e lo farei, e lo farò se mai...

— Ah signor conte! Un gentiluomo come Lei non s’abbassa a queste violenze...

— Provatevi e vedrete... Mi ci abbasserò davvero! Poveri miei genitori! Ho già dato loro tanti dispiaceri e tanti danni!... E pensare che una delle cause, la prima e forse la più efficace, siete stato voi!... Quando mi viene in mente quello che voi avete fatto di me... giuraddio!