Gli amorevoli genitori furono rassicurati da questa così positiva affermazione; ma il conte padre fu però preoccupato non poco intorno al modo che il suo mandatario avesse trovato e praticato per impedire il duello.

E quella stessa sera un giornale autorevole di Torino pubblicava fra le ultime sue notizie la seguente:

«Siamo informati che ieri alla nostra frontiera verso il ducato di Parma avvenne un duello fra un ufficiale del nostro esercito e un ufficiale austriaco: duello gravissimo che pur troppo ebbe le più funeste conseguenze. Dicesi che l’austriaco sia rimasto ucciso e che il piemontese abbia pur esso tali pericolose ferite che si dispera di salvarlo.»

XXXIII.

Qual fiero colpo producesse questa notizia sull’animo del conte e della contessa di Valneve, può agevolmente immaginarlo chi è genitore. Il presidente, alla presenza della moglie, degli altri due suoi figli, del nipote Giulio e di parecchie persone che erano a veglia nel salotto quando fu portato il giornale della sera, non diede altro segno di emozione che un pallor cadaverico sparsosi di subito sul suo volto già da tempo dimagrato e scolorito, e un legger tremito che gli fece batter le palpebre e muover le labbra. La contessa Adelaide non potè frenare un grido, un grido d’angoscia materna, e si levò con impeto in piedi, come per correre subito presso al ferito figliuolo. Tutti i presenti, che non sapevano nè potevano sospettar nulla della verità, capirono pure che una gran disgrazia era scesa su quella rispettabile ed amata famiglia e con vera sollecitudine d’affetto, insieme ai figli commossi e atterriti, si strinsero intorno ai due vecchi percossi dalla sventura, interrogando.

Il conte presidente si levò lentamente da sedere; le membra tutte gli tremavano alquanto ed egli si sostenne colla mano alla tavola che aveva vicina; ma il suo aspetto era fermo e pieno di coraggio.

— Sì, signori, — disse: — quell’ufficiale piemontese è mio figlio Ernesto.

Gli risposero le unanimi esclamazioni del più sincero cordoglio, di caloroso compatimento, di amorevole conforto.

— Nostro figlio! — singhiozzò la madre. — O dove si trova? O come poterlo vedere... assistere?... Solo!... In mano di chi?... Senza soccorsi forse?... Ah! ch’io parta, ch’io parta subito col nostro dottore... Conte, mandate subito ad avvertire il dottore.

Il presidente, con una calma, che faceva pena a vedersi, perchè si conosceva quanto gli dovesse costare, pose delicatamente la sua destra tremante sul braccio della moglie.