— Ebbene, — riprese umile e rassegnato Matteo, — se in qualche cosa Ella desidera maggiori dilucidazioni, abbia la bontà d’interrogarmi, e io mi farò un premuroso dovere di risponderle.
Alfredo si raccolse un momento, serrandosi la fronte colla destra; poi rialzando risolutamente il capo disse:
— E sia!... Chi era mio padre?
Gli occhi di Matteo balenarono più irrequieti e quasi direi ansiosi, le labbra gli tremarono un pochino; ma rispose subito, senza esitazione e con fermezza:
— Le ripeterò che Luigi Corina, il suo signor padre, era l’ultimo rampollo d’un’agiata famiglia...
— Di Lugo?
— Sì signore: di Lugo.
— E mia madre?
— Una povera fanciulla del popolo... Il padre di Luigi, il suo avo, signor conte, non volle consentire che il figlio la sposasse: il signor Luigi fuggì con essa.
— Ed è per ciò ch’io nacqui in un casale non molto lontano da queste parti?