— Codesto è affar vostro: starà a voi il provvedere.

— Provvederò: ma ricordatevi che voi mi ci avete ad aiutare, e quindi che dovrete fare quanto io vi dirò a questo effetto.

— Lo farò, se ci troverò la mia convenienza: — disse superba la donna.

Pancrazi levò vivamente la testa, e que’ due si guardarono un poco, fissi, gli occhi negli occhi: un incrociarsi di sguardi da demoni.

— Voi non dovreste obliare, — riprese lentamente l’uomo, pesando sulle parole, — che voi e i vostri disegni, e tutti i mezzi che sperate di porre in atto, sono nelle mie mani, e che io posso distrurli, schiacciarli... e voi prima!

Ella si volse di scatto verso di lui.

— Ah sarebbe orribile!... Eppur sì, ne sareste capace.

— Voi lo siete pure di perder me!

— Non perdiamoci nè l’un nè l’altro; — soggiunse la donna sorridendo un po’ forzata: — continuiamo a camminare d’accordo.... Farò tutto quello che mi direte.

— Va bene!