— È tutto pronto?
— Sì, Altezza.
— Ebbene va, e fa dare il segno di principiare.
L’impresario partì di corsa.
Carlotta portò ambe le mani agli occhi e scoppiò in un pianto dirotto.
— Presentarmi di nuovo innanzi a quel mostro di pubblico.... a quelle bestiaccie feroci.... che m’hanno fischiata in tal modo... Dio! mi pare ancora di sentirli... No, no, piuttosto qualunque supplizio.
— Ah sì! — appoggiò la vecchia. — La signorina è tanto sensibile!... Ne morrebbe.
Il duca le volse un’occhiataccia che le mozzò la parola in gola.
— Tu devi sapere, bambina mia, — disse poi alla Carlotta, — che quando io dico voglio, non c’è da ribattere...
— Oh Altezza, la prego, la scongiuro... Non mi sento davvero.... Avessi ascoltato mio cugino Pietro e non fossi più comparsa su queste malaugurate scene!