— Eh chi sa! — esclamò. — L’Antonia, anche malgrado gli annetti, mi vuol sempre bene, ed ha tuttavia certe velleità.... Approfittando di qualche momento di tenerezza...
— Bravo! — esclamò Michele ridendo villanamente anche lui: — approfittatene, cercate di sapere tutto il più che possiate di quel cotale, e perchè e come e da quando egli conosca un certo conte di Camporolle; e se mi saprete dire a dovere di tutto questo, una diecina di svanziche le avrete.
Melchiorre fece una smorfia.
— Dieci svanziche sono pochine.
— Ed è pochino anche il servizio che vi domando... Dunque quando devo tornare?
— Domani mattina.
— Ho capito!... — fece Michele accennando furbescamente degli occhi. — E ora datemi un bicchierino di zozza.
Melchiorre prese la bottiglia e s’apparecchiò a mescere: ma nell’atto si fermò colla mano in aria e l’ampolla mezzo chinata.
— Ma, lo pagate? — disse.
— Uh! l’avaraccio! — esclamò Michele. — Vi ho fatto guadagnare tanti denari, un marenghino bello e fiammante ieri sera, per quelle vostre porcherie... e avete il fegato di farmi pagare un bicchierino!