— Ho sperato che voi non neghereste di soccorrere i figli del vostro nipote. Zio Matteo! Voi non vorrete che io mi sia ingannato. È la Provvidenza che vi ha fatto essere in Parma in questa occasione, che vi ha mandato ora sui miei passi mentre ero già affatto disperato di potervi trovare.
— La Provvidenza, — ripetè il vecchio collo stesso accento burbero e scontento, — ha ben altro da fare che occuparsi di te e di me...
— Voi dunque rifiutate? — esclamò Pietro con accento pieno d’angoscia.
— No, non dico questo: — rispose Matteo che parve commosso da quell’accento di disperazione; — ma vorrei sapere a che cosa mi penseresti obbligato?
— Ah! non accampo diritti in me, nè obblighi in voi: è una carità che vi domando. Date almeno per un mese il pane a’ miei figli, dopo questo tempo o io avrò già potuto ottenere qualche cosa e venir loro in aiuto, o la sorte in qualche modo provvederà.
— Ebbene,... sì,... vedrò... farò.
Pietro afferrò la mano dello zio e la strinse con forza.
— Grazie!... E state pur certo, zio, che non obbligate un ingrato; e qualunque cosa in avvenire io possa fare per voi, non avrete che da indicarmela e...
Fu interrotto da un picchio all’uscio che egli aveva chiuso per di dentro.
— Chi è là? — domandò Pietro col tono di chi gli dispiace d’essere disturbato.