L’aspetto, il tono del nipote destarono in Matteo un vago sospetto.

— E io dunque ti lascio con codesto armaiuolo.

S’avviò verso l’uscio: il Carra lo fermò e prendendogli la mano, soggiunse ancora con accento di calda supplicazione:

— Dunque ricordatevi, che qualunque cosa accada di me, qualunque disastro possa minacciare me e la mia famiglia, io conto su di voi per proteggere, per aiutare mia moglie e i miei bambini.

— Va bene, va bene; farò quello che potrò, — rispose Matteo come impaziente d’uscirne: — sai pure che non posso di molto, ma quel poco, lo prometto, e quando io prometto, mantengo.

— Ed io vi credo.

Pietro aprì l’uscio e l’Arpione vide dritto nella stanza vicina un uomo che teneva in mano un involto, da cui il suo occhio acuto notò subito che uscivano due o tre punte di ferro acuminato.

— Sono lame di pugnale, — pensò Matteo. — Che cosa ne vuol fare Pietro?

L’armaiuolo appena ebbe veduto il Carra esclamò:

— Vi ho portato quello che mi avete domandato...