— Fate di tutto per non lasciar uscir di casa tutt’oggi vostro marito.
Essa si levò di scatto in piedi, lasciando cadere a terra il lavoro che aveva sulle ginocchia.
— Che cosa vuol dire?
— Niente, niente: — s’affrettò a rispondere Matteo, sgusciando in mezzo all’uscio.
Ma la donna d’un balzo gli fu presso.
— Mio marito medita qualche brutta cosa, non è vero?... Oh me ne sono accorta da due giorni ch’egli ha l’inferno nell’animo... E Lei sa qualche cosa? Oh me lo dica, me lo dica per amore di Dio!
Matteo le guizzò di mano.
— Non so nulla... Vi ho detto così, perchè mi pare... Fate voi quel che v’ispira il cuore... e addio!
Fuggì: la donna rientrò nella stanza dove i bimbi la guardavano cogli occhioni larghi, spaventati dalla nuova di lei pallidezza, da un nuovo maggiore affanno che le si dipingeva sul viso.
Dopo un quarto d’ora e forse più l’armaiuolo uscì dalla camera in cui Pietro l’aveva tenuto a uscio chiuso; aveva seco l’involto stato notato da Matteo, ma era più piccolo; aveva una certa faccia turbata e passò frettoloso, senza pur salutare, senza mostrar nemmeno d’accorgersi che ci fosse gente. Pietro lo fermò pel braccio sulla soglia e senza pronunziar parola, gli fece un atto che invocava e intimava il silenzio; l’altro rispose con una mossa muta del pari, ma che ripeteva certe solenni promesse, già fatte, e poi sparì.