— L’accompagnerò dal Direttore di Polizia.

— Bene! Una visita piacevolissima. Oh che belle sorprese capitano nella felicissima Parma!...

— Silenzio!... Avanti, le ho già detto....

Marche! — suggerì il forestiero ridendo e avviandosi. — Andiamo pure a far la conoscenza del signor Direttore di Polizia; ma ripeto innanzi a tutti questi signori che protesto.

— Zitto! le ripeto: — gridò il brigadiere e allungò la mano per afferrare il braccio del giovane.

Questi si fece indietro d’un balzo.

— Ah fi donc! — esclamò. — Non mi toccate!

Ebbe un aspetto di tanta fierezza, di sì sdegnoso orgoglio, di imponente autorità, che il brigadiere, alto, grosso, forte, rozzo, tracotante, lasciò cader la mano e chinò gli occhi innanzi a quel giovane piccolo, mingherlino, dall’aspetto delicato e gentile.

Siccome nello scostarsi vivamente dal gendarme il forestiero aveva dato una pestata ai piedi d’un signore che gli stava di dietro, egli si volse e disse colla più squisita cortesia d’un gentiluomo elegante:

Pardon!