L’ulano, che era già color di papavero, diventò pavonazzo; sparò una grossa bestemmia tedesca e fece due passi concitati colle mani enorme protese per ghermire il suo oltraggiatore dalla statura piccina.
Ernesto di Valneve afferrò ratto una seggiola e la brandì, pronto a scaraventarla sulla grossa testa dell’austriaco se gli arrivava addosso: Alfredo si slanciò al fianco dell’amico per difenderlo; ma il colosso austriaco venne fermato di botto da una mano che lo strinse al polso destro, proprio come una morsa di ferro.
— Ah! non facciamo violenze, signor croato! — gli disse una voce secca, freddamente minacciosa: — perchè se Lei ci si prova, potrà trovarsene ripagato a buona misura.
Von Klernick si volse e si vide dinanzi la figura risoluta, energica, robusta di Pietro Carra, che gliene impose, come già lo metteva in suggezione la forza con cui si sentiva stretto il polso.
— Mi batterò, — disse liberando a stento il suo braccio; — oh se mi batterò... e fino all’ultimo sangue.
— Così va bene: — soggiunse Ernesto riprendendo tutta la sua gentile finezza di modi. — Gliene sarò grato come di un favore. Ma bisognerà far presto, e se il signor capitano me lo permette, le dirò quello che ho già immaginato meco stesso a quest’effetto.
— Dite, dite pure: — gridò l’austriaco sbuffando.
— E sono persuaso che troverà le mie condizioni accettabili.
— Accetto, accetto tutto! — gridò von Klernick più sbuffante che mai.
— Come la è gentile!... Ecco dunque il mio disegno. Domattina per tempissimo, Lei signor capitano con due testimonii, che non avrà difficoltà nessuna di trovare fra i tanti suoi amici ufficiali del valoroso esercito parmense, io con questi due signori che mi faranno il favore di servirmi da testimoni a me... — Si volse prima verso il conte di Camporolle, poi verso Pietro Carra; e l’uno e l’altro s’inchinarono in segno di assentimento; Ernesto continuò: — partiamo tutti per Castel San Giovanni, che trovasi alla frontiera del ducato verso il Piemonte, vi ci batteremo con tutta quella serietà che desidero e che piace anche al signor von Klernick, e dopo il fatto, se io ho la fortuna di allungar per terra il mio nobile avversario, come n’ho quasi la certezza...