— Sì signore.

— Si tirerà a sorte quelle da adoperarsi.

— Sì signore.

Ernesto di Valneve guardò bene sotto il naso Rodolfo von Klernick e disse spiccatamente:

— E la Polizia di Parma non saprà nulla; così che nessuno possa venirci a disturbare.

— Signore! — esclamò con certa dignità l’austriaco: — voi non avete più il diritto di insultarmi.

— Avete ragione, — disse tornando a tutta la sua gentilezza e facendo un cortese saluto il conte di Valneve: — queste parole siano per non dette.

XVI.

Il capitano von Klernick era uscito pieno di rabbia senza volgere neppure più una parola nè uno sguardo alla Carlotta, la apparente e innocente cagione di quel conflitto: la quale aveva assistito a tutta la scena avvenuta senza trovar modo di pronunziar una parola, e in verità senza saper nè che fare nè che dire.

Maggior attenzione non le diedero gli altri personaggi del piccolo dramma, i quali, partito l’austriaco, si apprestarono ad andarsene anche loro.