S’avviarono di buon passo e in pochi minuti giunsero in Borgo San Biagio.

Quand’erano presso all’angolo designato, s’imbatterono in due uomini nei quali Alfredo tosto riconobbe il conte Sangré e Pietro Carra.

— Tu qui? — esclamò Valneve stupito vedendo il suo nuovo amico. — Che cosa cerchi?

Camporolle fece un segno all’uomo che lo accompagnava di tenersi un po’ discosto, e poi, fattosi presso ad Ernesto e al sellaio, loro chiese sollecito:

— Avete visto dove sia andato il duca?

— Sicuro! — rispose il Valneve: — là in quella porta e probabilmente in quell’alloggio al secondo piano, di cui si vedono le finestre ancora illuminate.

— E tu non sai chi abiti colà?

— Come vuoi che lo sappia, io, arrivato da due giorni solamente in questa città?

— Posso dirle qualche cosa io, — entrò in mezzo allora Pietro Carra, — perchè abito appunto quasi in faccia. Quello lì, che è un suntuoso appartamento, fu appigionato già da parecchi mesi per una signora forastiera che doveva giungere da un momento all’altro e che non giungeva mai. Finalmente questa mattina è arrivata con un monte di casse e di valigie che ha messo in susurro la curiosità di tutto il quartiere.

— L’ha vista Lei? — domandò vivamente Alfredo.