Anna fu tosto a trattenerla, pigliandole una mano.

“Perchè fuggi? Ti fo io paura?”

Maria, al solito, non rispose.

“Non mi vuoi dunque bene niente niente? A me che te ne voglio tanto?... Non me ne vuoi?... Rispondi.”

“Non so:” disse con voce stentata la ragazza guardando da un'altra parte.

La madre di Guido la tirò a sè con affetto, e la baciò in fronte; Maria si era lasciata chinare verso la donna, nè riluttante, nè consenziente, e riceveva i baci con una specie di rassegnazione passiva.

“Dimmi se non sei contenta di noi; dimmi se hai qualcosa di cui dolerti, se desideri alcunchè. Io voglio che tu sii lieta e contenta. Ma perchè taci sempre e non rispondi mai alle mie dimostrazioni d'affetto? Tu non mi hai ancora restituito pure un bacio.”

La giovinetta si divincolò, e non con garbo, dalle braccia di Anna e disse con un accento di espressione indefinibile, che non poteva dirsi se fosse ammirazione, invidia, o ritrosia, o scioccaggine:

“Siete troppo bella, voi!”

Maria aveva creduto di dover tornare a tutte le abitudini che aveva prima della malattia della nonna; e il suo primo pensiero era stato quello di andare di nuovo sulla montagna, colle capre alla pastura. Guido aveva messo in pratica tutta la sua abilità persuasiva per farle capire che quel genere di vita era affatto finito per lei e che ne incominciava un altro tutto diverso.