Una delle porte-finestre s'aprì, e una donna inoltrata in età si avanzò sul terrazzo.

“Sei tu Pietro?” diss'ella venendo fino alla ringhiera.

“Mamma! mamma!” esclamò il giovine palpitante.

“Vieni! presto!” disse la donna e rientrò sollecita in casa.

Pietro si slanciò di corsa verso l'entrata.

Atanasio rimase immobile, piantato innanzi al terrazzo. Non era una sufficientemente chiara risposta il fatto d'esser venuta la madre medesima a sollecitare il ritorno del figliuolo? Avrebbe ella fatto così se le parole di Lucietta non fossero state secondo il desiderio di Pietro? Eppure, vedete quanto è tenace la illusione nel cuore umano! il povero operaio rimaneva ancora colà, attaccato a un lieve filo di speranza.

Pietro non obliò Atanasio e la promessa che gli aveva fatto. Dopo un poco uscì sul terrazzo e le sue sembianze, illuminate dalla luna in quel momento limpidissima, apparvero all'operaio così piene di gioia che niuna parola più occorreva ad annunziare la ventura del giovane.

“Atanasio,” gridò Pietro con voce commossa e sonora: “Sono felice.... va', e che ciò possa farti passare una buona notte anche a te!”

VI.

Una buona notte! Quale scherno!