Quell'uomo fece il suo sorriso da scemo.
“Grazie,” rispose, “grazie tante!”
E si pose ad accarezzare il cane colla destra.
“Ricordatevene,” soggiunse il proprietario, “e a rivederci.”
“A rivederci:“ ripetè come un'eco l'omiciattolo, mentre il mio amico mi dava la spinta per avviarci ambedue.
“Chi è quell'originale?” domandai appena fummo un po' lontani.
“È il maestro di scuola del villaggio:” mi rispose. “Un essere misterioso, la cui vita è forse un romanzo.”
“Oh! oh! un romanzo!” esclamai: “rara avis, di cui andiamo a caccia noi scribacchiatori, senza poterla trovare il più spesso.... E voi, naturalmente, lo sapete codesto suo romanzo?”
“Poco.... Ne so forse l'epilogo, che venne a concludersi qui. Costui è il solo forestiero, a memoria d'uomo, che sia venuto a stabilirsi in questo remoto paesello, e il solo degli abitanti de' cui fatti non si sappia nulla. La sua esistenza, dacchè vive con noi, non ha vicende; e il suo passato prima che qui venisse è un mistero, intorno a che non ha mai voluto dare la menoma spiegazione e su cui non ama che lo s'interroghi.
“È molto tempo ch'egli è qui?”