“Trovai da rifocillarmi nel tugurio di alcuni contadini e da provvedermi il nutrimento per tutta la giornata; e senza sapere dove avrei diretto i miei passi, dove avrei preso stanza dipoi, continuai a salire pei più scoscesi dirupi.
“Avevo camminato forse un'ora, senza mai incontrare traccia d'uomo, quando udii innanzi a me, poco lontano, suonare ed echeggiare per le valli un'esplosione come d'arma da fuoco. Ristetti atterrito, e il mio primo pensiero fu di fuggire; ma mi rattenni. Pensai che alcuna funesta avventura poteva aver avuto luogo e una qualche vittima abbisognava forse di soccorso. Mi affrettai verso quella parte.
“Un cento passi più innanzi, dove la costa della montagna, incurvandosi, formava una specie di anfiteatro, che pareva fatto apposta per guardare la magnifica vista della sottostante pianura, in un verde praticello smaltato di fiori, giaceva bocconi un uomo, stringendo due pistole tuttavia fumanti.
“Era quello uno dei luoghi più ameni ch'io avessi veduto mai. Le coste della valletta tutte coperte di faggi: più in alto sulle cime, dritti come granatieri schierati a battaglia, i severi cipressi; purissimo il cielo; il sole, che investiva co' suoi raggi gli albereti della convalle, vi spargeva le tinte più ricche e più piacevoli all'occhio del riguardante. Pareva una decorazione preparata per un idillio, per una scena d'amore, non per una luttuosa tragedia.
“Mi accostai al giacente. Egli s'era sparate le armi in viso, e vidi che orrendamente n'era rimasto malconcio, da non potersene più riconoscere i tratti. Tepido ancora era il suo corpo; ma da questo l'anima partitasi per sempre.
“Ristetti a pensare come dovessi regolarmi. Presso di sè il morto aveva il suo cappello, e dentro questo vidi una carta ripiegata e sopravi, a tener fermo cappello e carta, un sasso. Esitato appena un pochino, presi quella carta e la spiegai: erano poche parole, scritte in inglese, e le lessi con avida curiosità.
“Dicevasi in sostanza, chi s'imbattesse mai in quel cadavere, non credesse a un assassinio, sibbene a un suicidio, com'era difatti. Stanco della vita e odiatore degli uomini, straniero a quelle contrade, voleva l'infelice morire senza essere conosciuto, senza ipocriti compianti; non dire perciò il suo nome; non si cercasse neppure dei fatti suoi, che egli se ne veniva da lontano, e aveva voluto che nessuna traccia rimanesse di lui.
“Io sedetti vicino a quel cadavere; lessi e rilessi più volte quello scritto e meditai a lungo.
“Ancor io detestavo la vita; anch'io avevo sentito l'animo invaso dall'odio per gli uomini, e avevo pensato di cercar rifugio tra le braccia della morte. Ma, per fortuna, il Signore non mi aveva abbandonato, e nel colmo della disperazione mi aveva pure concesso la grazia d'un benigno pensiero che mi aveva richiamato alla ragione ed alla conoscenza dei doveri dell'uomo sulla terra....
“A un tratto un'idea bizzarra, ma potente, mi nacque e s'impadronì di tutta la mia volontà.