Il divo maggio inonda
L'aura turchina e pura,
Nella quale s'immerge schiamazzando
La pazzerella rondine;
Io tosto, messa ogn'altra cura in bando,
Salgo alla villa antica
E a la natura amica
Conforto e oblio domando
Della città che m'ha seccato assai
Co' suoi costumi pessimi.