Sol finalmente allora lento dal campo si tolse
Anch'egli, e dopo non molto in isquallido loco
E deserto giunto, quivi imprecando all'inane
Virtù che nulla vale sul ferreo Destino, tenendo
L'elsa del brando a terra, e nel petto rivolta la punta,
Gittovvisi contro, trafitto sul suolo cadendo.
Dall'ampia ferita tosto lo spirito eruppe
Disdegnoso e salse, lento solvendosi in alto,
Nel tacito aere azzurro, solenne, infinito.