Diva Beltà ch'io medito
Tu un sogno sol non sei;
Così potessi io giungerti;
Stringermi a te vorrei
In sì possente laccio
Ch'io ti morissi in braccio
Facendomi immortal.
TRAGEDIA UMILE[2]
Il Prologo
Una fanciulla sedicenne e ignara
Diva Beltà ch'io medito
Tu un sogno sol non sei;
Così potessi io giungerti;
Stringermi a te vorrei
In sì possente laccio
Ch'io ti morissi in braccio
Facendomi immortal.
Il Prologo
Una fanciulla sedicenne e ignara