— Una esotica, rinvenuta dall'Aleardi, che han fatto probabilmente commendatore in grazia della preziosa scoperta zoologica, e non già, come si buccina dalle male lingue, in mercede de' versi scarabocchiati nell'albo del ministro Natoli. Egli prosegue: — «Al fondo non ci separa che un pregiudizio stolto. La progenie umana

ai capricciosi

Moti del suo pensier diede il superbo

Nome di legge.

Ma non importa: rispetteremo lo stolto pregiudizio, perchè... lo rispetteremo. Vivremo come fratello e sorella, placidamente insieme. Mia non sarai. Fidati». — E descrive gli amori di due isolette vicine, consorti, ma separate da mare profondissimo: Si guardan sempre e non si toccan mai; della luna e del globo, che fanno all'amore, quantunque

...... una infinita

Lontananza di freddo aer le parte:

Si guardan sempre e non si toccan mai,

e conchiude:

Così noi due, soletti pellegrini,

In vicinanza coraggiosa e monda,

Malinconicamente esuleremo;

sicchè nojaltri lettori si finisce col fargli l'atroce ingiuria di credere che la Maria potesse fidarsi daddovero! Chieggo scusa dello scherzo, che convengo esser di pessimo gusto. Ma sfido io di rimanere in contegno leggendo questa robaccia e ricordando che pur c'è chi l'ammira bona fide.

[pg!40] Chiunque ha un po' di mondo sa che nella vita si dànno casi analoghi; due infelici, due miserrimi possono trovarsi in una posizione falsa siffatta; ma se amano veramente, sinceramente, uno strazio catartico, una tragica colluttazione debbe verificarsi negli animi loro. Et, od il travaglio interno, cresciuto al punto — «che sostener nol può forza mortale» — gentilmente uccide i travagliati; oppure, vincendo ogni ritegno, sforzandoli a violare i dettami della coscienza, apparecchia la necessità della espiazione. Tale sarebbe il caso d'un fratello e d'una sorella che si amassero d'amore non fraterno, come il Renato e l'Amalia di Francesco-Augusto, visconte di Chateaubriand. Ma una rassegnazione placida, come questa dell'Aleardi, che non fa presentire nessuna catastrofe, è non meno psicologicamente assurda, che poeticamente incapace di soddisfarci. Verso la fine dello squarcio che ho riassunto si notano alcune descrizioncelle indovinate, almeno come intenzione: la rosa,

All'amoroso rosignuol contesa;

Le isole, che

..... l'una all'altra

Sorridon liete;

La luna e la terra, che:

..... nelle notti,

Si scambiano un saluto alternamente

Con favella di luce;

ma perchè riuscissero poetiche qui, avrebbe da ogni parola dovuto trapelare la meraviglia, che a dispetto d'ogni legge naturale, il fiore e l'augello, le due isole, i due astri non si costringano in amplesso, ingenerando negli uditori il convincimento, che malgrado tutte le belle promesse, dopo la prima giornata di viaggio, il poeta sarà uomo e la Maria sarà donna, e la categoria morale violata preparerà la sua vendetta e la loro rovina. Allora avremmo biasimato l'aberrazione pur commiserando quei traviati, come nella Mirra dello Allobrogo feroce (che fu allobrogo solo ne' versi del Foscolo) per quanto s'inorridisca [pg!41] delle brame incestuose è pur forza compatire la vittima infelice della Nemesi. Ma così, come l'Aleardi li ha rappresentati: primo, l'impedimento, rimanendo troppo nel vago, sa del capriccio irragionevole; e, secondo, la rassegnazione sa d'impotenza. Il poeta non ha sentito: non v'è strazio di sorta in lui.