..... corrà pei solchi,
L'onda del ciel nel calice dei fiori.
Che dio prepara all'uccellin che migra....
— «E quando l'avrà fame?» —
— Una creatura tanto eterea non ha mai fame; ad ogni modo le frangerà il suo pane sovra un desco di rose e di viole;
— «Magro pranzo e desco incomodo!» —
— Quistion d'abito. Malgrado la etereità, pure a queste offerte seducenti, la Maria va
..... celando, con la man di neve,
L'esistenza che in porpora la tinge.
— «La man di neve? scommetterei che il braccio eburneo e le labbra coralline son poco discoste. Una ciliegia tira l'altra». —
— Zitto, che adesso viene il bello. L'amante per assicurar lei che tituba, le dice:
Rea non sarai: però che sempre è mesta
Quella letizia che di colpa odora.
[pg!39] — «Odore di colpa? somiglierà all'odore di becco, m'immagino. Un amante chiama reato e colpa lo scopo dell'amor suo? Mi burli? O che nuovo modo di sedurre? che nuova razza d'amanti è codesta?» —