Sopraggiunge il Milton, chiamato dal Zanella: anglico bardo: il Milton non è mai stato bardo, nè bardato. La Maria Galilei gli chiede:
Chi t'ha scorto quassù? che cerchi, incauto?
Perchè incauto? perchè tanta rettorica? Sembra di [pg!248] legger le novelle delle balie, quando due incauti picchiano all'uscio dell'Orco e l'Orchessa li ammonisce di fuggir subito, subito, subito.
Se il Zanella vuol descrivere le ore notturne, vi dirà:
Appena è vespero.
E già tranquilla
Sovra le coltrici
Posa la villa.
Lasciando che qui villa pe' villani fa un bruttissimo effetto (la villa, che posa sopra le coltrici!), falso è, che al vespero già si dorma in villa; assolutamente fuor di proposito quel coltrici, pe' duri letti de' contadini; mera reminiscenza manzoniana: Sulla diserta coltrice, Accanto a lui posò. Ma coltrice è una delle parole predilette dal Zanella, come transito, sonito. Passiamo oltre: ecco come egli rappresenta una fanciulla, che fa toletta:
Scalpita e smania
La giovinetta,
Che il velo roseo
Del ballo aspetta.
Che è fatta giumenta? Scalpitare è fuor di posto affatto e smaniare è fuor di luogo. Lassù, nell'Osservatorio:
Sbadiglia, abbrivida,
Scote di brine
Vigile astronomo
Rorido il crine;
e questo nel momento in cui Iadi e Pleiadi fansi più chiare. Sbadiglia! è ignobile e comico; perchè cel rappresenta noiato e distratto. Andiamo avanti. Si festeggia l'onomastico d'una signora? La cognata defunta il festeggia in paradiso con gli angeli!