— «Possibile, possibile, che a' giorni nostri non ci sia più alcuno, capace di scarabocchiar venti versi, senza commettere qualche svarione di prosodia, che farebbe perdere la pazienza a Sant'Ilarione, che farebbe andare Giobbe fuori della grazia di Dio, che farebbe salir la senapa al naso del più mite uomo del mondo?» —
Così dicevo dianzi leggendo un componimento del Zanella nell'ultimo fascicolo della Nuova Antologia, giunto a' versi:
E fantasia, coi facili colori
Che l'ïeri (sic) ignorò, veste il domani.
— «Ieri è un dissillabo, che diamine! e mai mai e poi mai non si scisse, non potrà scindersi quel dittongamento ie, (ch'è semplice rinforzamento o guna d'un e accentata latina), per farne un trissillabo, corpo di Bacco! come mai non s'è detto, nè mai potrà dirsi pïede invece di piede, mïele invece di miele, fïele invece di fiele, e via discorrendo, santo diavolo!» —
E nel dire, santo diavolo! detti un gran pugno sul tavolo e rovesciai malauguratamente il calamaio; cadde sul fascicolo dell'Antologia, che non è mio. La poesia del Zanella ne rimase tutta imbrattata, ed ora non può più leggersi in quell'esemplare. Così almeno chi l'avrà fra le mani, potrà, fingersi, figurarsi, immaginarsi, che la fosse una bella cosa.
Si diventa intolleranti, si diventa villani, vedendo l'ignoranza e la ciarlataneria, gonfie, onorate ed applaudite! Ecco qua, un giornale annunzia un'Ode classica per nozze Papasogli Remaggi, stampata a [pg!256] Pisa dal Nistri, opera — «di N. F. Pelosini, il nome del quale, quando si parla di scrittori, che sanno la lingua e sanno adoperarla come va, non so perchè non venga subito alla mente di tutti gl'Italiani!» — Perchè, caro giornalista? O non ne citi tu questo endecasillabo: Dilette Pieridi le nuove Furie? E ti pare, che gl'Italiani possan credere, che sappia la lingua loro, chi contrae il quadrisillabo Pieridi in un trisillabo, quasi significasse: le figliuole del sior Piero? Oh Zanella, oh Pelosini, se v'accingeste bravamente a rifar gli studî scarsi e sbagliati?
Ma che si burla, a stampare di questa robaccia? Dirò con le parole istesse del Zanella e sarà l'ultima frase, che io mai dica o scriva intorno a costui:
Orecchie tanto pazïenti il mondo
Oggi non ha...
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