I Lari, non son le case; e la serie d'idee, che suscitava nel lettore latino l'allusione agli dei domestici, è uccisa dalla espressione sostituita dal Zanella. Ned Ovidio ha mai detto, che la moglie irreligiosamente assalisse di acre rimprovero i Penati; anzi afferma, che li pregò prolissamente e indarno! Ma basta! Questo saggio è sufficiente per mostrare [pg!254] con quanta intelligenza letterale e poetica del testo e con quanto gusto traduca il Zanella. E si tratta d'Ovidio, vale a dire del più facile scrittore latino! d'uno, che sarei forse forse buono a tradurre anch'io, figuriamoci!

So, che a molti queste mie parole sul Zanella sembreranno uno scandalo. So, che s'egli avesse a morire oppure ad impazzare, diranno che ci colpo io e che la mia penna è peggio del pugnale del sicario. Dicano! Sbraitino! Poco male! Padroni! Si servano! Se dovessimo preoccuparci de' falsi giudicî d'ogni dappoco o d'ogni farabutto, che si smaschera; d'ogni manutengolo letterario o politico, che si mette alla berlina, e cui si guastan l'ova nel paniere; d'ogni asino, che diventa nimico giurato di chiunque abbatte quegl'Idoli, ch'egli si compiaceva nell'adorare, si starebbe freschi! Col dimostrare irrazionale un ossequio, spero poco di ritrarne subito il volgo, perchè conosco la pecoraggine umana e l'irragionevolezza; ma voglio lavarmi le mani dello errore de' miei coevi. Ho bandito verità, che mi stavano a cuore, lealmente. E so di poter iscrivere su qualunque cosa mia le parole stesse, che ho lette sul frontespizio d'un manoscritto d'Alchimia mostratomi dal Minieri Riccio:

QUI FRAUDEM

QUAERIT ET

HABET COR

IMPURUM

A ME RECEDAT.

[pg!255]

[POSCRITTA]

(Agosto M.DCCC.LXXVI)