Desio. Et che mirabil cose sono queste?

Piacevolezza. Tanto che ogni credenza humana trapassano.

Desio. Dì, te prego; e non mi lasciar pendente nel tuo parlare.

Piacevolezza. Forse non le crederai.

Desio. E como non uoglio credere io un tanto amico, quando afferma hauer uisto e toccato?

Piacevolezza. Sì, e con giuramento anchora, quanto più santamente me sera possibile. Dunque, ascolta. Che io te giuro per tutti li nulli e la lor potentissima deità; e per la congregatione delli nienti, e li compagni, matre e fratelli, cosa che ognuno teme e abborre; anchora te giuro per la deità e summo potere de uano: che tutto quello dico, ho cercato; e tanto è uero, quanto la equal pianura è monte, o quanto il gambaro, elefante, ouero la mosca, grua e sparuiero. Stante el giuramento, me potrai tu credere.

Desio. Fermamente.

Piacevolezza. Sono già dodice anni passati, che io, cupido di sapere delle nouitade e cose mirabile, se trouano nelle insule sparse per lo ampio mare occeano, preparai una grande e buona naue, con tutte cose conueniente a mia nauigatione; e, quando me parse tempo, con uento felice, dal sino persico, demo a uenti le ampie uele, uerso la parte meridionale, tuttauia sgionfe. E per spatio de quindeci giorni sulcate le liquide onde, allhora che nel oriente splendido di raggi, dal mare in alto si elleva il sole, peruenimo in la insula Miracolosa. Nella qual preso porto desiderato, li compagni nostri, con uarij giovenil esercitij in la nuoua terra se dauano piacer, e festa, quando uedemo uer de noi uenire gente in battaglione, con ordini et signi de cruda e mortale guerra fare. Spauentati dunque di tanta nouità, gli facemo assapere nostri affari et conditione, quali intesa amicheuolmente receuettero noi. Così allegri l'una e l'altra parte, de molte cose hauessemo a ragionare: ultimo ne fecero certi, come da una insula lì uicina, ueniuano huomini mirabili, audacissimi e crudeli, quali Ferulari chiamano, perchè da ferule marauigliosamente edificati sono, e poi temprati con suco de sferracavallo, impedimento certo d'ogni pungente ferro, o che taglia, smacca e seca. E spesso spesso solleuano la insula, molestando predare: e che eran ritornati in Ferulara (perchè così la insula se appella) a refrescar del magico suco la dura tempratura, e siccata li giorni passati dalli caldi raggi del potente sole; e in quel tempo espettavano il rabbioso stuolo devere, refattosi, lì retornare. Noi, de tanta novitade fatti attoniti, suspensi alquanto, perchè natando sulcauano le acque presti e leggieri, e non potean da alcun tormento per acuto o graue, che fosse, esser dannegiati, pensamo inusitato modo, de superare questi peruersi, iniqui e scelerati. Demo buon animo dunque alli nuoui amici, promettemoli uittoria; e certificamo lor salute. Ascolta, amico mio, cosa mirabile e de che maniera. Fessemo una rete, larga de passi pur assai, e longhezza tanta, che la insula tutta circondaua, de mistura ottima, che abrusia dentro l'acqua e conferua ogni liquore, de solfore dico, salnitrio, bitumine, oglio de sasso, camphora, rasa, oglio de lino, e simigliante cose. Non tanto presto la rete fo distesa, che ecco per le onde, equalmente natando uenia la mala gente, con impeto de ululi, e squassar nell'acqua con le bracce, testa, gambe e piedi. Spumaua il mare, l'aere deuenne nubilo, la terra tutta incominciò tremare. Spauentaronsi li nostri hospiti. Ma noi, sicurati dall'arte, demo segno de uittoria. Finalmente gionti al lito uniti e in fretta, tutti in poco d'hora se insaccaro nella rete. Li ministri, che ciò aspettauano, impicciato il foco per ogni parte, in uno istante la materia atta seguì suo potere: per la qual cosa in fiamma, fummo e cenere, si conuertì ogni magico e infesto lauoro. Allegri dunque li acquistati amici, a merauiglia ferno festa con suoni e canti, giuochi anchor diuersi, secondo lor costume. Noi, per spatio de quindeci giorni, se dilettamo tra costoro: ma la natural uolontà del sapere, pongendo, spronaua accelerar in altra parte nostro camino. Fornimosi dunque de quello bisognaua et delle mirabilitate, dal paese fessemo partita.

Desio. No te rencresca narrar alcune degne cose.

Piacevolezza. Te uoglio compiacere. Tollessemo molti uccelli, quali due uolte il dì, (cioè mattina e sera ordinariamente) in aere se elevando, suolano; e con la bocca aperta, receueno le nebule, uento e fumo, cibo proprio de simili animali, con li quali se nutricano, crescino, e ingravidano poi. E lor parto è oue, che, poste in mare, con il moto delle spesse onde, la dura scorza nel lito limano. Finalmente rotta, produceno tauri bianchi e piccolini, quanto un porco de mezza statura ciascuno. Questi se notricano de nebule, fumo e uento anchora; e, con le corne, la soda terra rompeno e sulcando arano; nelli quali solchi il superfluo, che de lor uentre esse, nascondino; e, in termino di sei mesi, preduce arbori, che fruttifican meloni, de grandezza d'una botte ognuno; nutrimento buono, come da noi si fa del pane. Ma delle seme ascolta marauiglia! le poneuano in acqua, che li radiaua il sole; e, per spatio de una reuolution lunare, sgionfauano; finchè, non possendo più la scorza estendere, se rompea; della quale sorgeuan arditi polledri, e, passato l'anno, eran apreciati corsieri.