[1] Il Liebrecht annota:—«Gehört in den Kreis der Erzählungen, die v. d. Hagen Gesamtabent N.º LXVIII Zwei Kaufmänner und die treue Hausfrau behandelt hat. S. auch Reinhold Köhler in Lemcke's Jahrb. VIII. 44 ff.»—Vedi Pitrè (op. cit.) LXXV. La stivala. ed anche LXXIII Ervabianca (che il Pitrè ha pubblicata anche in Italiano con qualche modificazione in una strenna stampata a Milano nel M.DCCC.LXXII e chiamata L'Adolescenza).—Gonzenbach (op. cit.) VII. Die beiden Fürstenkinder von Monteleone. (Cf. Simrock, Deutsche Märchen N.º 51).—Sgubbernatis (op. cit.) X. Il Guanto d'oro.—Bernoni. (Fiabe e novelle popolari veneziane) I. I do Camarieri.—La mente del lettore corre subito ad una delle più vaghe novelle del Boccaccio.

[2] Non è molto chiara l'espressione. Intende, una donna simile perfettamente alla figura, da te ideata; una donna, della quale, questa tua figura possa considerarsi ritratto, che sia come l'originale di questo ritratto. Innamoramenti per ritratti si trovano non di rado nelle fiabe e frequentissimamente nelle opere letterarie. Potrei farne un lungo elenco; ma mi restringerò a due citazioncelle del mio prediletto seicento:

Giovan Francesco Loredano, nobile veneto, che scrisse, verso il M.DC.XXXV la Dianea, v'introduce parecchi personaggi innamorati de' ritratti di belle Principesse; e l'un d'essi, Celardo, viene così ripreso da un vecchio romito:—«Possibile, che 'l senso così vi tiranneggi la ragione! Possibile, ch'un parto dell'arte, tanto più vile, quanto più comune a tutti, possa tormentar gli effetti d'un cuore, ch'è maggiore dell'arte e della natura! Io non biasimo la pittura, che sa eternare coloro, che non viverebbero alla memoria nonchè agli occhi. Biasimo l'intemperanza delle nostre compiacenze, la pazzia de i nostri pensieri, la cecità del nostro intelletto, che riceve alterazione da fantasimi imaginarî, da larve finte, da sembianze o imitate o adulate. Che direste, se questa pittura fosse non una copia del vero, ma un capriccio artificioso d'un pennello, che avesse, senza vederle, imitate le idee della bellezza? Dunque l'uomo ha da languire per i delirî d'una mano, che imita assai più la fantasia che 'l senso? Dunque si doverà permettere la sovranità sovra i nostri animi ad una cosa insensata, mentre la neghiamo il più delle volte alle potenze del medesimo cielo? L'amare è sempre una infelicità. L'amare però una pittura è il pessimo dei mali. Non v'è corrispondenza. Il diletto si ferma solamente negli occhi: e si può amare una cosa, che o non sia, o che ritrovandosi si vegga così adulterata, che cagioni piuttosto pentimento che amore.»—Doramiro, principe di Cipro, com'egli stesso narra nella Rosminda, favola drammatica di Don Antonio Muscettola (Napoli, M.DC.LIX), cacciando ne' mesi invernali, vide pericolare un legno:

—«................ giunto
Nel loco del naufragio, invan cercai
Uom, che vita godesse; e, mentre mesto
Procuro almen saper che gente e quale
In quella nave era sommersa, vidi
Picciol'arca dorata
Da quell'onde agitata.
Tosto fei tôrla; ed in aprirla, (oh dio!
Che memoria infelice!)
Gli occhi abbagliommi e fulminommi l'alma
Di sovrana beltà leggiadra immago.
Vidi in angusta tela
Smisurate bellezze,
Ed in ombre mentite un vero sole,
Ch'uscì del mare al tramontar del giorno.
Nè pria il vidi, che n'arsi:
Così le fiamme mie nacquer da l'onde;
E, poi che fu del mar spento il furore,
Fè naufragio il mio core.»—

[3] Un'astuzia simile troviamo nel IX trattenimento della IV giornata del Pentamerone, intitolato Lo cuorvo; che nel resto, è identico alla fiaba di questa raccolta, che s'intitola: L'impietrito.

[4] Stupendo quel dunque! Proprio logico!

[5] Da questo punto sino alla fine, La Novella del signor Giovanni è identica a La Pianella di Domenico Batacchi.

[6] Sic.

[7] Fa proprio piacere il veder la tassa di registro e bollo entrata così ne' costumi, che il volgo comincia a considerarla, come condizione sine qua non del contratto; a non saper concepire un contratto senza di essa. Gran fortuna per un popolo quando le leggi s'immedesimano co' costumi, poichè ormai la sapienza moderna non pensa più a farle conformi a quelli.