[viii] Il Cherubini, nello stupendo suo Vocabolario Milanese—Italiano, registra solo lavorà.

[ix] Zenta, cinta, cintolo, scheggiale. Zentura, cintura, cintola.

[x] Dice il Marino nell'Adone, Canto XIV, stanza XXVII, in una situazione consimile: Ei rivolto a colei ch'era colui.

[xi] Mula e Mulla, femm.; Mul masch.

[xii] Desprìsi, dispetto.

[xiii] Basell sing.; basej o basij, plur. Gradino, scalino, scaglione. Bus, buco, foro, pertugio. Sfor, luce, apertura, ogni vano nelle fabbriche.

[xiv] Pussée, più, dippiù; da più assai (?).

[xv] Nel seicento ebbe gran voga un libro d'educazione morale intitolato: L'Utile col dolce, cavato da' detti e fatti di diversi uomini saviissimi, che si contiene in tre decade di arguzie dal padre Carlo Casalicchio della Compagnia di Giesù; per ricreazione e spiritual profitto di tutti e consolazione specialmente de' tribolati et afflitti e per efficace antidoto contro la peste della malinconia. Nell'arguzia seconda della terza decade della parte terza, si mostra a qual precipizio conduchi la passione dell'interesse narrando un furto tentato da tre birbe a danno di un oste decrepito ed avaro, secondo il racconto del padre Giacomo Bidermano:—«Alle due o alle tre ore di notte, quando sentirono che l'oste tutta via russava, Andrea, chè questo era il nome di un de' tre ladri, apre pian piano la porta della camera del vecchio, e mascherato con una maschera che rappresentava la morte, e tenendo una tovaglia assai lunga in capo, che gli scendeva insino ai piedi, nella destra un arco con la saetta e nella sinistra un orologio di arena, sen va a dirittura verso del letto dove tuttavia dormiva il vecchio e crollatolo con una gran scossa, lo chiama per nome con orribilissima e luttuosa voce e gli annuncia ch'è necessario senza dimora alcuna partire da questa vita per passarsene all'altra. Qui il vecchio (che per lo stordimento del sonno, che per l'imagine di colui che pur vedeva col debil lume che gli dava una lampada accesa e che per le tenebre della notte spaventosissima gli pareva, ebbe veramente a morire) tutto tremante prega la Morte e la scongiura per dio e per li santi tutti del cielo, che voglia avergli compassione, così appunto dicendole: Morte non esser così spietata et inumana con un povero vecchio che avendo faticato e stentato tutto il tempo di vita sua ed avendo acquistato parecchi denari e molte ricchezze, avessi poi a morire senza disporre del mio e senza aggiustare che i miei figli abbino a godere ognuno per la sua parte i miei sudori! E giacchè siete stata sempre con me sì insino a questo tempo così amorevole e cortese che non me avete reciso il fil della vita, benchè l'abbiate fatto, senza nessuna misericordia, con tanti e tanti altri giovani e che non avevano nemmeno la metà de' miei anni, siatelo ancora, io non dico per anni o mesi benigna e cortese verso di me stesso col non togliermi la vita, ma per un giorno. Ciò stava dicendo colui ed Andrea interrompendolo così gli soggiunse: Non occorre più pregare nè dar suppliche, è venuto il tempo, nè si può differire, che tu abbi in ogni modo a passare all'altro mondo. Questa è quella destra e quella saetta che toglie lo spirito anche ai primi Principi e Potentati del mondo. Questo è quel ferro che uccide gl'Imperatori e i Re. Questo è quel dardo così crudele e potente che non la perdona a sorte veruna di persone e tutto insieme uccide e distrugge poveri e ricchi, giovani e vecchi, di qualsivoglia condizione e stato alla rinfusa e senza alcuna differenza. Questa, questa saetta dunque ha da toglierti la vita et ora et in questo punto et in questo momento. Haec regios elisit hasta spiritus, Hic mucro principes viros, hic Caesares ictu potente fodit. Idem pauperes Evitat idem divites, dum sanguine promiscuo laetatur. Hoc telo et tuum denique caput petetur.»—Nei Detti et fatti piacevoli et gravi di diversi principi, filosofi et cortigiani, raccolti dal Guicciardini et ridotti a moralità, v'è il seguente aneddoto: La Morte dare grande spavento alle persone, massime alle molli et feminili:—«Una matrona molto onesta et amantissima del marito, piangeva et si doleva d'una grave malattia che egli avea, pregando Iddio, che se dovesse morire, mandasse piuttosto la morte a lei. In questo comparisce la morte d'aspetto orribile. Laonde la donna tutta spaventata et del suo voto pentita, prestamente disse: Io non sono quel che tu cerchi; egli è là nel letto, mostrandole il marito.»—