[iii] Borlà giò, tombolar giù. Firenzuola. Asino d'oro, Libro V:—«Nè mi parrà mai esser donna, nè viver certamente, insino a tanto ch'io non la fo tombolar giù di tanta felicità.»—

[iv] Stretta nel Cherubini c'è solo come termine musicale: la stretta del finale. Egli però registra Streccia (ch'è forma più ambrosiana del vocabolo) nel senso di chiasso, vicolo, ch'è appunto quello che ha qui Stretta.—Streccia del lett, strecciœura, stretta del letto, stradetta, stradella, tramezza.

[v] Pess e pessin, pesce e pesciolino. Ci son per la rima, m'immagino.

[vi] Ciappin, vale demonio, fistolo. Così pure il Chiappino in dialetto napoletano. Difatti ho trovato nella VII ottava del XVIII canto della Gerusalemme del superbo Fasano (superbo il chiama il Redi nel suo Ditirambo):

Ma pe' mmo' non faje fede, ca staje chino
Comm'uovo e te grelleja 'ncuollo chiappino.

—«Non piaci o non sei accetto al signore Iddio, perchè stai pieno come uovo e ti salta addosso il demonio.»—

[vii] Suppa. Zuppa, suppa. Che vendetta di dio non teme suppe. Sarà ridicolo il vederne l'origine nel pa sanscrito (bere) col prefisso su (bene)?

[viii] Rud, ruff e anche ru. Spazzatura, scoviglia, immondezza. Concio, letame, Sudiciume, loja, porcheria. Forfora. In una variante, la Madonna si fa pettinare dalla buona fanciulla e le cadono dal capo perle e gemme; poi, quando la pettina la cattiva, le piovono da capegli pidocchi e cimici. Così Adone sorprende Falsirena (Adone, XII, 171)

Trovò che allora appunto avea disfatta
La trecciatura del bel crine aurato,
E con l'avorio de la mano intatta
Pur d'avorio movea rastro dentato.
Piovon perle dall'oro, e, mentre il tratta.
Semina di ricchezze il verde prato.
Mentre i biondi capei pettina e terge
Tutto di gemme il suol vicino asperge.

[ix] Ditale, come inesattamente dicon molti, ossia, anello da cucire di ottone.