Magagna. Penso di sì.
Ersilia. E perchè, Magagna mia, e perchè tanta crudeltà?
Magagna. Non ti bisogna più mio, nè crudeltà; raccomandati l'anima e finiamola.
Ersilia. Io morire? Io morire per le mani tue, Magagna? E perchè? che t'ho fatto io? qual cagion ti move? qual ragion hai?
Magagna. Risolviti presto; e dimmi come vuoi che ti uccida; sotto, da mezzo, o di sopra.
Ersilia. Se non burli, Magagna, come è tuo costume, dimmi il vero, che cosa ti spinge a volermi uccidere? Io so, che non ti offesi mai, anzi ti ho giovato sempre. Da te, come da te, non hai cagione di farlo. La signora, se bene è matrigna, e non madre, non sarà. Camillo mio nè anco.
Magagna. A che fine lo vuoi sapere, se a te non serve più di sapere le cose di questo mondo, avendo da passare all'altro? Acconciati su, cala la testa, e a perdonare!
Ersilia. Deh! ferma di grazia, fermati per cortesia, Magagna.
Magagna. Son sordo.
Ersilia. Una parola.