[4] De' cavalli e delle armi. Sarebbe più italiano: armi e cavalli.
[5] Racconta Tommaso Costo, nella prima delle Otto giornate del Fuggilozio:—«Un certo messer Nazario, milanese, avendo ire a Genova per un suo negozio, non sapeva come farsi, a lasciar la moglie sola e sicura: e perchè essendo giovane e bella, come geloso dell'onore, ne stava grandemente in sospetto; e massime ch'ella era un poco leggeretta. Alla fine, essendo pur costretto a partirsi, le lasciò quest'ordine, che a qualunque persona la richiedesse di qualche servizio, dovesse dir di no. Ciò intendendo un suo vicino, uomo in far delle truffe diligentissimo, andatosene dalla buona donnicciuola, sì le disse: Madonna Pierina, (così aveva nome) se io vi facessi quel servigio (e glielo dichiarò) ve l'avreste voi a male?—No, rispose la galante femmina, ricordandosi dell'ordine del marito. E così furono d'accordo e 'l povero di messer Nazario per la sua sciocca avvertenza rimase burlato; e debitamente, perchè il poco accorto marito suole talvolta esser cagione dell'errore della semplice moglie.»—
[6] In questa novella abbiamo oggetti incantati. Affine a questo genere di finzione sono i viaggi fantastici, per paesi meravigliosi, dove si trovano cose impossibili e stupende, de' quali abbiamo anche esempli greci, e mi basterà citare la Storia vera del samosatense, ed i quali diresti scritti per mettere in caricatura i viaggiatori bugiardi. Rifiorì quindi questa maniera di favole nel cinquecento; e piace sempre, come testimonia la popolarità de' Viaggi del Gulliver. Non so resistere alla tentazione di offrirne uno esempio, ricavato da un antico libro e dimenticato, che s'intitola: Opera Nuova, molto utile et piacevole, ove si contiene quattro dialogi, composti per l'eccellentissimo dottor delle Arte (sic) et medico aureato (sic) Messer Angelo de Forte MDXXXII (com'è detto in fine: Stampata in Vinegia per Nicolo (sic) d'Aristotile detto Zoppino nel mese di Agosto MDXXXII). In essa narrazione si troverà una descrizione del paese favoloso, che poi, sotto nome di paese di Cuccagna, doveva essere celebrato dal Folengo, dal padre Quirico Rossi e da tanti altri, con più o meno spirito.
In questo Dialogo si introduce Piacevolezza, felice Peregrino, hauer cercato il mare tutto, dentro et di fuora, la terra et lo aere per fino al cielo, et in questo visto et fatto cose degne di memoria, di grandi et notabili significati, quali narra a Desio, suo amico:
Desio. S'io non erro, ecco il mio amico, qual tanto desiderato ho, già sono hormai molti anni et ciascheduno fermamente crede, che sia morto. Questo, che uedo, non è sogno: son par uigilante. Sia quel, che esser può, uo salutarlo. Dio te salui, amico mio; et doue sei tu tanto tempo stato, ouero da quali lontani a noi te transferisci, con spettacolo de habiti tanto strani?
Piacevolezza. La longa peregrinatione me ha fatto così da uoi alieno.
Desio. Dunque, tu ai peregrinato?
Piacevolezza. Non te l'ho ditto io?
Desio. Et in che paesi?