[NOTE]

[1] Adesso i ragazzi dicono: un soldo. Nota di Michele Lenzi.

[2] Uccelletto, così nominato. Prima di questo però si fanno intervenire altri animali, come il cavallo, l'asino, il cane, eccetera. Ma sempre con le stesse parole e ritornello. E ciò più o meno, secondo la svogliatezza del ragazzo, che racconta. Jerillo, Scricciolo d'Europa (Famiglia de' dentirostri, genere becchifieri, sottogenere regolo). Il regolo propriamente detto è il più piccolo uccello d'Europa. Lo scricciolo forma il nido, che pare un baldacchino di muschio e di piume, fatto con delicata intelligenza, collocandolo ordinariamente al riparo sotto i margini de' fossi. In questo globetto imbottito, la madre cova con grande affetto la sua graziosa famigliuola; e non osa quasi uscirne, tanto è affezionata alla sua nidiata. Gli scriccioli sono comuni di estate ne' boschi montani e scendono al piano a passarvi l'inverno. Jerillo, corruzione di reillo, piccolo Re, reatino, chiamato anche per ispregio Re dell' aucielli. Viene anche indicato col nome di perciasepe (Nota di Michele Lenzi ed Achille Martelli).


[AGGIUNTE]

[Pagina 16.]

E all'urtemo iessa rise e i' risi, e Corna r'oro pi' iessa haggio acciso. Risponde al motto toscano: E' rise a me e io risi a lui; intorno al quale il Domenichi:—«Questo nacque da Donatello. Dal quale essendosi partito un giovine suo discepolo, con chi avea fatto quistione, se n'andò a Cosmo per trar lettere al Marchese di Ferrara, dove era il giovane fuggito, affermando a detto Cosmo, che in ogni modo voleva andargli dietro e ammazzarlo. Ora, conoscendo Cosmo la sua natura, gli fe lettere come a lui parve; et per altra via informò il Marchese della qualità di detto Donatello. Il signore gli diede licenza di poterlo uccidere, dove lo trovasse. Ma, incontrandosi il garzone in esso, cominciò di lungi a ridere. Et Donatello, a un tratto rappacificato, corse ridendo in verso lui. Domandavalo poi il Marchese, s'egli l'avesse morto. A cui Donatello: Non, in nome del diavolo; che egli rise a me; e io risi a lui. [Licenzioso.]»—

[Pagina 41.]

Per incantesimi, riposti in un uovo, vedi anche la Leggenda di Virgilio Mago, dov'è detto, che da un ovo chiuso in una caraffa, posta in una gabbia, dentro una stanzetta, sotto il castel dell'Uovo, a Napoli, pendono le sorti del castello, il quale durerà finchè quell'uovo si conserverà sano e salvo.