[5] Auro, albero, pomiglianesismo.
[6] Sarrè, pomiglianesismo per sarrà. In Pomigliano dicesi sempre mangià' e si mette in caricatura chi pronunzia magnà', dandogli del Napolitano.
[7] 'Nfacce 'â mugliera, letteralmente in faccia alla moglie, ma quello 'nfacce 'â è venuto ad avere semplicemente il valore di alla. Più giù vedremo detto 'nfacce 'e frasche. Il Fasano, traducendo la stanza XLIII del Canto VII del Tasso, ha detto ... e chillo grà' scennente | Dà 'nfacce a 'no pilastro. E così noteremo la formazione di parecchie preposizioni ed avverbî composti, che a mano a mano surrogano gli antichi semplici. 'Ncopp'a o 'Ngopp'a ha così sostituito sopra. 'À via 'e coppa equivale a verso sopra, all'insù (Vedi più giù: iette a dà' uocchie 'â via 'e coppa.) 'Rinto a surroga ormai il semplice in (Vedi più giù: sse mettette a fà' 'o sacristano rinto a 'na chiesia).
[8] Farinate, polenta di granturco.
[9] Criature, bambini.—«Chiagne la criatura e bo' la zizza».—Biagio Valentino.
[10] Pazzià', scherzare, trastullarsi. Nel Novellino, parlandosi d'uno uomo di corte, che avea nome Saladino:—«Poi, quando piazzeggiavano, così riposando in sul mangiare,...»—Gli annotatori asseriscono, che:—«Piazzeggiare, propriamente significa passeggiar su e giù per la piazza. E, perchè questo si suol far dagli scioperati, qui vale essere scioperato».—Come si possa andare su e giù per la piazza, mentre si riposa, si meriggia, si fa la siesta dopo pranzo, veramente non so. A me pare, che debba leggersi nel testo non piazzeggiare, anzi pazzeggiare, che sarebbe la forma aulica del pazzià' vernacolo, ed allora capirei benissimo, come in Cicilia si pazzeggiasse, cioè scherzasse, celiasse, riposando dopo pranzo.
[11]Farencelle, farceli. Quando, ne' nostri dialetti, al verbo vengono appiccicate due enclitiche, l'accento non rimane, come nella lingua aulica, sulla sillaba del verbo, alla quale naturalmente spetta (p. e. dàccelo, dàrcene, dàndomelo, eccetera) anzi si trasferisce sulla prima delle due enclitiche.
[12] Cumbariè' vocativo di cumbariello.
[13] Peccerille, bambini.—«Cossi decenno, sse mise a chiagnere, comm'a peccerella, che sse vede levare la marenna.»—Pentam. I. 5.
[14] N' 'e può cambà' (letteralmente: non li puoi campare) non li puoi mantenere. Campare, attivo. Poco dopo ho scritto y 'e mannava 'â scola, (e li mandava alla scuola) scrivendo alla spagnuola la congiunzione, che qui, per eufonia, si è attenuata in un semplice i.