»E sola hai scelta fra vittoria e morte.»
James Duff.
Morton e il suo compagno aveano già corso qualche tratto di strada senza dirsi l'uno all'altro nessuna cosa. Non so che di ributtante nella fisonomia dello straniero stoglieva il giovine Morton dall'indirigergli la parola, nè l'altro per vero dire mostrava grande propensione a legare conversazione con lui. Finalmente dopo mezz'ora di cammino questi ruppe d'improvviso il silenzio. »Com'è mai che il figlio del colonnello Morton si è trovato a questa rassegna?»
»Adempisco i miei doveri come lo deve un suddito fedele» la quale risposta fu pronunziata col tuono di chi non si cura di continuare un colloquio.
»È egli forse vostro dovere, giovane incauto, è egli dovere d'un cristiano il portar l'armi a favore di coloro, che perseguiscono i veri credenti, che versarono il sangue de' santi? Quegli che tutto può è finalmente arrivato, e ben ei saprà sceverare il grano buono dal loglio.»
»Comprendo dai vostri discorsi, essere voi nel novero di coloro che pensano fare opera meritoria nel ribellarsi contra il governo. Dovreste però essere più riserbato nei detti, nè parlare in simil guisa alla presenza d'uno che non conoscete. Anzi ragion di prudenza comanderebbe a me pure di non ascoltarvi.»
»Gli è forza che tu m'ascolti! Il tuo signore ha le sue mire sopra di te, e quando ti chiamerà, converrà bene che tu lo segua. Se ti fosse toccato in sorte l'udire qualche buon predicatore, saresti a quest'ora tal qual devi essere un giorno.»
»Noi siamo Presbiteriani al pari di voi.»
Di fatto il castello di Milnwood andava fornito d'un ministro Presbiteriano, di quelli però, come parecchi ve n'avea, che si erano sottomessi al governo, e ne ottennero in compenso la permissione di compire gli ufizi del proprio ministero. Da tale patto di religiosa tolleranza era nato uno scisma di setta, perchè i Puritani, se lo erano a tutto rigore di termine, censuravano severamente quei lor fratelli Presbiteriani, che non eran d'avviso di mettersi in lotta aperta contra le vigenti leggi.
»Sutterfugio! miserabile sutterfugio! sclamò lo straniero. Non v'ha mezzo termine fra la salute e la dannazione, fra i principj mondani e i precetti dell'Evangelio.»