»No; non è il mio uomo» interruppe Bothwell.

»Iohn Balfour di Burley, mezzana statura, naso aquilino, sguardo feroce, capelli rossi....»

»È desso, è desso!» sclamò Bothwell. Intanto Graham continuava la sua lettura montato sopra un cavallo nero di grande criniera....»

»Non occorr'altro! Non è un quarto d'ora che costui era qui.»

Alcune nuove informazioni terminarono alfin di convincerli, che quel sì misterioso straniero era di fatto Balfour da Burley, capo della banda di assassini, che mossi da furore presbiteriano, uccisero l'infelice primate di Scozia. Avendolo incontrato a caso, il fanatismo li persuase essere questa una vittima che la Provvidenza abbandonava nelle loro mani, onde a sangue freddo lo trucidarono.

»A cavallo, amici miei! lesti a cavallo! sclamò Graham. Inseguiamo l'assassino. La testa di costui vale quant'oro ella pesa.»

CAPITOLO IV.

»Va', gli stendardi tuoi raggiugni, vola

»Ove t'invita onor. Favellò il cielo,