Sir David non avea in sostanza nessuna voglia di lasciar partire un nipote, che gli era utilissimo in molte occasioni; onde fu per lui come un colpo di fulmine l'udir questo giovane, dianzi soggetto al menomo dei suoi voleri, e che ora mostravasi vago d'uno stato d'independenza.

»E chi vi darà i modi per mettere a termine un sì stravagante disegno, o signore? Non io. Pensateci bene. A quel che vedo, voi vorreste seguire le pedate di vostro padre, sposare una miserabile, farvi ammazzare, e lasciarmi alle spalle una nidiata di figli che volerebbero come voi, appena fatte le ali!»

»Non ho alcuna idea di ammogliarmi» rispose Enrico.

»Che bei propositi! disse la governante. È una cosa che fa compassione l'udire i giovani parlare in tal modo! Non si sa che ai loro anni bisogna, o che si maritino, o che facciano peggio?»

»Zitta, Alison! il padrone interruppe. E voi, Enrico, toglietevi questa fantasia dalla mente. Ve l'ha fatta nascere la soldatesca che vedeste ieri. Ma anche qui ci vorrebbero denari, e voi, figliuol mio, non ne avete.»

»Non mi bisogna gran cosa, o signore, e se voleste sol darmi la catenella d'oro, che il Margravio regalò a mio padre dopo la battaglia di Lutzen...»

»La catenella d'oro!» sclamò sir David.

»La catenella d'oro! ripetè mistress Wilson; misericordia!» Indi ammutolirono entrambi, tanta fu la sorpresa prodotta in essi da cotale proposta.

»Ne conserverò alcune anella, qual ricordanza de' meriti di mio padre rimunerati con questo dono; il rimanente mi fornirà i modi di seguire quella carriera, ove lo stesso padre mio si acquistò tanta gloria.»

»Mio Dio! Sig. Enrico, non sapete forse che il mio padrone porta tutte le domeniche questa catenella?»