»Non vi disperate in tal guisa, o miss Editta. Chi sa quello che può accadere? Il sig. Morton è un degno giovane, di buona nascita; non useranno con lui del tutto come son soliti con que' poveri diavoli che fermano nelle montagne, e che senza cerimonie fanno appiccare, se per grazia le palle degli archibusi non li finiscono. Lo zio del giovane Morton è ricco, e a furia di denari può trarlo d'impaccio. Vostro zio ancora potrebbe giovargli assai, perchè è in buona armonia con tutti questi abiti rossi.»
»Non la pensate male, o Jenny (disse Editta scotendosi allora dalla specie di letargia in cui la teneva il cordoglio). Questo è momento di operare, non di darsi alla disperazione. Trovate modo in questa sera medesima di incaricarvi d'una lettera per mio zio.»
»Ch'io vada a Charnwood, miss Editta! a quest'ora! Non pensate che è lontano più di sei miglia? che tutta la strada è coperta d'abiti rossi? che per giugnere fin là è d'uopo attraversare una foresta? Non so nemmeno se un uomo si prendesse un tale assunto. Povero Cuddy! foss'egli qui! Non avrei da dirgli che una parola, e partirebbe senza chiedere nè perchè nè come. Avessi almeno avuto il tempo di stringere amicizia col giardiniere venuto in sua vece! Ma non conviene pensarci! Ei sta per ammogliarsi colla brutta Meg Murdieson.»
»Eppure, Jenny, egli è mestieri che adoperando o preghiere o denari troviate chi si conduca subito da mio zio. La vita mia dipende da ciò.»
»Non vedo ancora troppo bene a chi volgermi. Però (soggiunse Jenny dopo avere meditato un istante) Gibby forse si prenderebbe un tale incarico.... Ma chi sa se nemmeno conosce le strade? Può perdersi nel mezzo del cammino. Può essere costretto a seguir ne' monti una banda di Presbiteriani, o venir messo prigione dagli abiti rossi? può...»
»Può, può, può!... Conviene avventurarci a tutte queste probabilità di disgrazie, quando non troviate un messo migliore. Cercate dunque tosto Gibby, e preparatelo a partire segretamente di qui. Se trova chi il fermi lungo la strada, non ha che ad addurre la sua commissione di portare a Charnwood una lettera indirizzata al maggiore Bellenden... Ch'ei però si astenga dal dir d'onde viene!»
»Faremo così: e gli prometterò un dollaro al suo ritorno.»
»Due, se adempie bene l'incarico.»
Intanto che Jenny andava a svegliare Gibby, solito a coricarsi ad una stessa ora coi polli affidatigli in custodia, Editta scriveva la seguente lettera al maggiore Bellenden.
Mio Caro Zio.