Bramo notizie della vostra salute. Temo vi tormenti la vostra gotta, e mia madre ed io abbiamo provata grande afflizione non vedendovi alla rassegna. Se siete in istato di movervi da casa, avremo grande consolazione nell'avervi domani con noi. Viene a far colezione al castello il colonnello Graham di Claverhouse, e senza dubbio gli riuscirà più gradevole la compagnia d'un militare vostro pari che non quella unicamente di due donne. Vi prego dire a mistress Carlford d'inviarmi certa vesta di seta guernita di pizzi. La lasciai nel terzo cassetto dell'armadio posto nella camera verde, che voi avete la bontà di chiamare la camera di vostra nipote. Speditemi ancora il secondo volume del Gran Ciro. Non ebbi tempo di terminare la lettura l'ultima volta che venni a stare con voi. — Soprattutto non dimenticate di essere qui domani mattina alle otto. Non mancate a ciò assolutamente. Prego il cielo che vi conservi in buona salute e sono di voi carissimo zio
Affezion. ed Ubbid. Nipote
Editta Bellenden
P. S. Una banda di soldati ha condotto arrestato qui il vostro giovane amico sir Enrico Morton di Milnwood; notizia che senza dubbio vi arrecherà dispiacere. Ve ne avverto, caso mai giudicaste opportuno il parlare al colonnello Claverhouse in favore dell'arrestato. Non ne ho fatto discorso di sorte alcuna a mia madre. Voi sapete che ella non è troppo bene impressionata per riguardo alla famiglia di questo giovane.
Dopo avere suggellata la lettera, la consegnò a Jenny, che non perdendo tempo la rimise a Gibby, già allestitosi alla partenza. Nello stesso tempo gli additò con tutta accuratezza la strada da tenersi, temendo molto di qualche sbaglio per parte di costui, possibile vie maggiormente, perchè ei non avea fatto più di cinque o sei volte un tal viaggio, nè la memoria meglio dell'ingegno servivagli. Finalmente per metterlo con maggior segretezza fuor del castello il fece uscire per una finestra, che essendo contigua affatto a un grande salice, i rami della pianta gli furono soccorrevoli a scendere sino a terra senza che gli accadessero disgrazie.
Tornata allora presso miss Editta, la persuase a mettersi in letto, e si sforzò parimente a darle speranze, che Gibby riuscirebbe nel suo messaggio, non senza però sospirare l'assenza di Cuddy, in cui vi sarebbe stato più da fidarsi.
Cionnullameno Gibby fu più felice messaggero di quel che fosse stato cavaliere avventuroso nella trascorsa rassegna. Convien dire ad un tempo che il caso lo aiutò meglio della sua intelligenza. Non ismarrì il cammino che nove volte, e impiegò quasi ott'ore in un tragitto di sei miglia, talchè al solo apparir dell'aurora si trovò innanzi al castello di Charnwood.
CAPITOLO X.
»Qui fa posa l'armata. Odi i cenni severi
»Del duce. Halt ai pedoni; scendete ai cavalieri.