»Faceste dunque male a collocarlo così in vista di un uomo che per arrivare sin qui avrà fatto dieci miglia a cavallo, e troverebbe molto piacevole l'adagiarvisi. — Ma dov'è Editta?»

»Sulla torre maggiore del castello. L'ho incaricata di avvertirmi dell'arrivo de' miei ospiti.»

»Ah! l'avete posta alla veletta! Vado dunque a trovarla colà, e lascio che terminiate di ordinare la vostra linea di battaglia; o se, come mi sembra, avete già finito, vi consiglio accompagnarmi. Non sapete voi che bello spettacolo da vedersi è un reggimento di cavalleria quando marcia?»

Sì dicendo offerse in cerimonioso atteggiamento di vecchio cortigiano il braccio a lady Margherita, la quale lo accettò ringraziando il fratello con una di quelle riverenze che usavano un secolo prima dei tempi ora descritti.

Saliti su per una scala a chiocciola, giunsero sul pianerottolo della torre; ove trovarono Editta, non già in atto di chi aspetta con impazienza e curiosità l'arrivo d'un reggimento di dragoni, ma pallida, smarrita, e dando a divedere in ogni suo lineamento, che il sonno non ne aveva visitate le palpebre in tutta la precedente notte.

»Ebbene, cattivella! le disse il maggiore. Che cosa dunque vi sentite? Avete trascorsa la notte pensando al gran Ciro, o non piuttosto allo spasimato Artamene? Voi mi sembrate la moglie d'un ufiziale, che tiene in mano la gazzetta il dì successivo ad una battaglia, e teme trovare nel novero dei feriti o morti il nome di suo marito.»

Fortunatamente per Editta, si fece udire in quel momento un lontano fragor di tamburi; laonde non si pensò più a lei, e tutti gli occhi furon volti alla parte d'onde si aspettava il reggimento. Prima che si scorgessero gli uomini a cavallo, vedeansi a quando a quando per traverso agli alberi lampeggiare le loro armi, che i raggi del sole ripercotevano. Finalmente il reggimento comparve avanzandosi al suono di musica militare; e di trecent'uomini in circa n'era la forza.

»Questo spettacolo mi leva trenta anni dalle spalle, gridò il vecchio maggiore, benchè per vero dire non mi garbi niente il genere di servigio cui questi poveri diavoli sono costretti; non contrasto già d'avere io pure avuta la mia parte nelle guerre civili; ma non ho mai combattuto più di buona voglia come allora quando era sul continente, e vedendomi a fronte faccie di stranieri la cui lingua diversava dalla mia. È una cosa che v'accora l'udire uno sfortunato chieder compassione nella vostra lingua medesima, ed essere obbligato a menargli colpi di sciabola, come se fosse un Francese che gridasse miséricorde. Eccoli che scendono ora dalla montagna! Bella gente! e come ben messi e come ben armati! Quegli che galoppa di fianco è senza dubbio Claverhouse. Sì: ora si mette a capo di tutto il corpo per passare il ponte. Cinque minuti ancora, e gli avremo qui.»

Passato ch'ebbero il ponte, si separarono in due bande. I soldati condotti dai sottufiziali presero la via della cascina, ove lady Bellenden avea fatto preparare quant'era necessario a riceverli; gli ufiziali collo stendardo e colla scorta che lo custodiva salirono soli il sentier discosceso che guidava al castello.

Lady Bellenden, Editta, e il Maggiore, allora scesero giù dalla torre, sicchè il loro giugnere nel cortile fu contemporaneo a quello degli ufiziali. Il portastendardo abbassò la bandiera ad onore di milady e della nipote di milady. Intanto le vecchie mura di quel castello rintronavano e del gradevole suono dei militari strumenti e dello strepito prodotto dallo scalpitar de' cavalli.