La porta della sala apertasi in quel momento, trasse ad altre considerazioni lady Bellenden.
»Che cosa volete, Gudyil? In questo momento non posso ascoltare nessuno. — Ah! fratello mio, siete voi! disse con tuono di maraviglia al maggiore. Quest'è veramente una visita mattutina!»
»Nè sarò quindi meno benvenuto, almeno lo spero, rispose il maggiore. Ho saputo che Claverhouse facea oggi colezione con voi, ed ho giudicato che questo giovane moschettone non avrebbe sgradito di trovarsi un istante in corrispondenza con un vecchio archibuso qual mi son io.»
»Faceste ottimamente, o fratello; e vi avrei invitato, ma temei che me ne mancasse il tempo. Voi vedete le faccende che mi dà quest'apparecchio. Voglio che tutte le cose si trovino nello stesso ordine in cui erano allora...»
»Che il re fece qui colezione. (La interruppe il maggiore che, non meno di tutti gli altri amici e familiari di lady Margherita, tremava quando la vecchia matrona intavolava questo capitolo; e ciò accadendo, si studiava di terminarlo presto.) Me ne ricordo ottimamente. Sapete ch'io mi teneva in piedi dietro la sedia di sua maestà.»
»Sì fratello mio, e venite a proposito per aiutare la mia reminiscenza su tutte le particolarità di quella imbandigione.»
»No in fede mia! dopo quella colezione ne ho fatte tante, che m'hanno dileguato dalla memoria la vostra. Ma a che servono questo baldacchino, questi cuscini, questo gran seggiolone?»
»Trono, trono, fratello mio!»
»Bene dunque trono! Ed è da questo trono che Claverhouse dee dare l'assalto al pasticcio?»
»Oh no, fratello mio! questo trono avendo avuto l'onore d'essere seggio a sua maestà, nessun altro dee più profanarlo. È posto qui soltanto a commemorazione di quella gran giornata.»