»Fiori, gigli! camerata mio, che vi lasciate sfuggire? i vecchi peccatori pari nostri son piuttosto cardi selvatici e ortiche. Vedo però che non vi state dall'innaffiare queste erbe?»
»Io sono, per la grazia di Dio, un vecchio soldato, sig. maggiore...»
»Dite un vecchio dissoluto, Gudyil.... Ma non monta. Annunziate il mio arrivo alla vostra padrona.»
Gudyil condusse il maggiore in una sala, ove lady Margherita si dava grandi brighe nel fare gli apparecchi convenevoli al ricevimento del colonello Graham di Claverhouse, uomo rispettato ed onorato siccome eroe da una delle fazioni che laceravano la Scozia, detestato come sanguinolento tiranno dall'altra.
»Ve l'ho pur detto! (tai rimproveri ella volgeva in quel punto ad una delle sue cameriere) quante volte dovrò ancora replicarlo? Tutte le cose hanno da essere quest'oggi nello stessissimo ordine in cui si trovarono quel dì memorabile quando sua maestà si degnò far colezione nel mio castello.»
»Sì, milady, e mi ricordo...»
»Mi pare che non vi ricordiate nulla. Sua maestà colle proprie mani spinse un fiaschetto di Bordò che gli stava a destra, verso un pasticcio di salvaggina posto a sinistra. Ne rammento le parole: Il Bordò ed il pasticcio sono due buoni amici; non è lecito scompagnarli. Tutto questo vi è passato dalla memoria?»
»Oh no, milady! tanto più che me lo avete ripetuto più d'una volta; ma ho creduto dover ordinare le cose, come erano all'atto che sua maestà entrò in questa sala, ed allora il pasticcio stava a sinistra.»
»Non sapete quello che vi diciate. Le cose devono essere poste in conformità del gusto che sua maestà si degnò manifestare. I gusti di sua maestà devono essere legge per noi e per chiunque non sia stanco del soggiorno di Tillietudlem.»
»Egli è facile il secondare i vostri voleri, o milady (soggiunse Misia operando il cambiamento ordinatole dalla padrona) ma volendo mettere tutte le cose nello stato in cui sua maestà le lasciò, sarebbe d'uopo fare una breccia famosissima in questo pasticcio.»