»Basta così, signore! (rispose Claverhouse con quell'imperioso tuono sì familiare). Potete ritirarvi.»
In quel momento si presentò alla porta Holliday.
»Ebbene! disse il colonnello, avete qualche novità da annunziarmi?»
»Mio colonnello, lord Evandale di ritorno colla sua truppa si è fermato con essa rimpetto al castello; conduce seco alcuni prigionieri.»
»Lord Evandale! sclamò lady Margherita. Spero, colonnello, gli permetterete che entri e venga a far colezione con noi. Voi sapete che anche sua maestà nel passare di qui...»
Era la terza volta dopo il suo arrivo che Claverhouse udia mentovare questo memorabile avvenimento, onde si affrettò a deviarne il discorso: »Oh! (diss'egli componendosi a grazioso sorriso, e fissando in volto miss Editta) so che metterei lord Evandale in gastigo, se lo tenessi a veggente di questo castello senza permettergliene l'ingresso. — Bothwell, fate dire a lord Evandale che lady Margherita lo invita a colezione e ch'io l'aspetto.»
»Piacciavi avvertire Harrison d'avere ogni sollecitudine per gli uomini e pe' cavalli.» Raccomandò a Bothwell lady Bellenden.
Nel durare di questo colloquio altamente palpitava il cuore di miss Editta. Ella sperava per vero dire, che se mai l'intercessione di suo zio non fosse a bastanza valevole, quella il sarebbe stata di lord Evandale possentissimo nell'animo di Claverhouse, quanto essa potea in quello del giovine lord. Nè a questo certamente in tutt'altra circostanza avrebbe voluto volgersi per ottenerne una grazia, perchè comunque molto esperta non fosse Editta, la natura la forniva d'indole sì dilicata da comprendere come una donzella che contragga obblighi di gratitudine verso un giovane, gli dà sopra di se tal vantaggio di cui l'altro ad abusare è propenso. Ed un motivo ancor più calzante per distorla da tal consiglio si era che tutte le comari di que' dintorni parlavano, come di cosa già conchiusa, del maritaggio di lei con lord Evandale. Era oltre un anno che il ridetto lord le usava straordinarie ed incessanti attenzioni; non potea dissimulare a se stessa di piacergli, e che s'ei giugneva a manifestarle formalmente il proprio amore, le pretensioni di lui avrebbero avuto un fortissimo sostegno in lady Margherita e negli amici di questa matrona. Nè poteva ella non concedere tutta la stima a questo giovine capitano, di stima degnissimo. Qual motivo avrebbe quindi potuto allegare per negargli la propria mano, se non se quello di preferire altro amante, che secondo ogni apparenza non avrebbe mai ottenuta l'approvazione della vecchia Bellenden? Per tutte le menzionate cagioni volle, finchè il potea, limitarsi ad adoperare l'intercessione dello zio. La fisonomia istessa del vegliardo, adorno della massima franchezza, ben le avrebbe, e prestamente, indicato se questa franchezza fosse tornata all'uopo infruttuosa, ed in allora soltanto, come chi ricorre ad ultimo refugio, avrebbe sperimentata a favore di Morton la forza della propria prevalenza nello spirito di Evandale.
Non rimase ella a lungo nell'incertezza. Appena ritiratosi Bothwell, tutti si erano levati da tavola, e il maggiore, che ne aveva fatti gli onori tenendo buona e gioviale compagnia agli altri militari ivi convenuti, si accostò alla nipote, pregandola che il presentasse a Claverhouse. Com'uomo che conoscea per fama i pregi d'animo e il coraggio del presentato, Claverhouse lo accolse co' massimi riguardi; nè tardarono a trarsi in disparte, che la palpitante miss Bellenden non movea da essi le palpebre, ansiosissima di indovinare dai gesti e dagli atteggiamenti delle fisonomie loro qual fosse per essere la conclusione del colloquio.
Ella scorse da prima ne' modi di Claverhouse quella franca agevolezza di chi è propenso a concedere un chiestogli favore; non però affatto disgiunta da certo ritegno prudenziale d'uomo che teme obbligarsi oltre a quanto può nel promettere. A proporzione del farsi più serio quel parlamento, miss Bellenden vedea corrugarsi il fronte al colonnello, che aggrottava le ciglia: cert'aria d'impazienza che la stessa urbanità palliava, pigneasi in tutti i lineamenti di quel viso, ove Editta credè leggere la condanna di Enrico. I discorsi del maggiore a quanto appariva erano pacati e incalzanti ad un tempo, nè omise a sostegno della propria inchiesta di manifestar quel coraggio cui gli davano diritto ed anni e rinomanza. Finalmente il colonnello onde sciogliersi da sollecitazioni che gli diveniano importune, fece alcuni passi per unirsi agli altri di quell'adunanza; onde allora trovandosi in maggior vicinanza di Editta, questa gli udì chiaramente pronunziare le seguenti parole. »Cosa impossibile, o maggiore! cosa impossibile! L'indulgenza in tal genere di colpe eccede le mie facoltà. In tutt'altra circostanza mi sarà la massima delle soddisfazioni il compiacervi. — Ma ecco Evandale che certamente ci porta notizie. — Ebbene, Evandale! che cosa avete da raccontarne?»