»Oh! che mi dite? Non avrei mai creduto tanta presunzione in questi sciagurati. In che tempi viviamo noi, colonnello! Nella Scozia poi vi è uno spirito maligno che inspira ai vassalli la disobbedienza e la ribellione. Nol credete! Un de' miei ha ricusato di portarsi all'ultima rassegna. Mio Dio! non vi son leggi per punire tal genere d'ostinazione?»

»Credo mi sarà facile trovarne una. Come si chiama il colpevole? ove dimora?»

»Il suo vero nome è Cutberto Heudrigg, ma lo chiamiamo per solito Cuddy. Il domicilio poi, non vel potrei additare nemmen volendo. V'immaginerete, credo, mio colonnello, che dopo tal condotta, non ha fatto lungo soggiorno in Tillietudlem. Io nel cacciai all'istante, nè so quello che ne sia divenuto. Però non gli auguro male; sol dico che alcuni giorni di carcere servirebbero di un buon esempio in questi dintorni, ove il Puritanismo incomincia a dilatarsi. Non credeste già ch'io debba sentir compassione di questi sgraziati; sono essi che m'han fatto rimaner priva di marito e di figli, e senza la protezione dell'augusto nostro monarca e de' suoi valorosi soldati, mi spoglierebbero anche de' miei beni e poderi. Non vi dico altro! Sette de' miei fittaiuoli han ricusato pagarmi gli affitti che doveano; ed osarono dire al mio intendente che non voleano riconoscere signoria di chi ha le massime stesse de' loro persecutori.»

»Andrò io, se mel permetterete, o milady, ad aggiustare i conti con essi. È mio obbligo il far rispettare l'autorità, soprattutto allorchè trovasi in sì degne mani come le vostre. Ma pur troppo è vero: le cattive massime ogni dì prendono qui all'intorno maggior estensione, e sarò costretto a comportarmi verso questi sciagurati con un rigore, più conforme per vero dire al mio dovere che alla mia indole. Oh! tale argomento, milady, fa ricordarmi ch'io vi debbo ringraziamenti per l'ospitalità di cui siete stata cortese a un distaccamento de' miei, a quello che mi conduce un prigioniero accusato d'aver dato ricovero all'empio Balfour di Burley.»

»Il castello di Tillietudlem, o colonnello, è sempre stato aperto ai servi di sua maestà, e nol sarà più sol quando non vi rimarrà pietra sopra pietra. Ma giacchè siamo su tal proposito mi permetterete farvi osservare che il comandante di questa gente non è posto nel grado, cui sembrami avrebbe diritto, volendo aver riguardo al sangue che scorre nelle sue vene. Se osassi sperare bene accolta da voi una mia istanza a favore di esso, vi supplicherei concedergli promozione alla prima circostanza che se ne offrirà.»

»Voi volete parlare del sergente Bothwell, rispose Claverhouse sorridendo; è un soldato coraggioso; ma simile ad una pianta di dura corteccia, piega a stento alle regole della disciplina e soprattutto della subordinazione. — Pure il menomo fra i desideri di lady Bellenden è legge per me. Si chiami Bothwell!» Appena egli giunse, voltosi ad esso il colonnello: »Bothwell, gli disse, baciate la mano a lady Margherita, e ringraziatela. Dovrete alla premura ch'ella mostra pel vostro avanzamento, l'averlo alla prima vacanza che si farà nel nostro corpo.»

Bothwell si prestò con alterigia a tale atto di sommissione, dopo di che con eguale alterigia soggiunse.

»Certamente non v'è chi si possa tener degradato baciando la mano di una dama. Se fosse stata la mano di un uomo, eccetto quella del re, non vorrei comperarmi nè anco il grado di generale a tal costo.»

»Lo udite, o milady? disse Claverhouse sorridendo. Sempre lo stesso! sempre a cavallo de' suoi antenati!»

»Mio colonnello, so che manterrete la promessa fattami ora. Giuntone il momento, spero permetterete all'ufiziale ricordarsi di quegli antenati, che il sergente deve dimenticare.»