Un tal discorso produsse effetti diversi su le diverse persone che lo ascoltarono. Sorpresa Editta da terrore e da disperazione si lasciò cadere sopra una seggiola. Claverhouse volse al maggiore uno sguardo di trionfo che parea dirgli: »Voi lo vedete ora quai massime professa il vostro protetto!» Cogli occhi accesi come bragia il maggiore in tali accenti proruppe: »Ella è una menzogna, una infame calunnia, che questi sciagurati ribelli avranno inventato per assicurarsi d'un maggior numero di partigiani. Guarentirei per Enrico come se fosse un mio figlio. Non la cede in buone massime a verun ufiziale delle guardie, e miss Editta Bellenden potrebbe attestarle quant'io. Ma fatelo venir qui; ch'egli si spieghi. Ascoltatene le giustificazioni.»

»Sia egli innocente o colpevole, non trovo difficoltà a ciò. — Maggiore Allan, munitevi d'una guida, e conducete il reggimento alla volta di Loudon-Hill. Tenetevi al passo per non dare troppa fatica ai cavalli. Fra un'ora Evandale ed io vi raggiugneremo. Bothwell rimarrà con una scorta alla custodia de' prigionieri.»

Così Allan come gli altri ufiziali, eccetto Evandale e il colonnello, uscirono dalla sala; e ben tosto il suono della musica militare e il calpestio de' cavalli annunziarono che il reggimento partiva dal castello.

Intanto che Claverhouse si adoperava a calmare i timori concetti da lady Margherita, e trarre nella propria opinione sfavorevole a Morton il maggiore Bellenden, Evandale, superando lo scoraggiamento che rende sempre i giovani amanti diffidenti di se medesimi e timidi alla presenza dell'amato oggetto, si avvicinò a miss Editta volgendole in soave tuono tai detti, spiranti ad un tempo tenero affetto e virtù.

»Io sono dunque per lasciarvi, miss Bellenden, o piuttosto permettetemi vi chiami (che sarà la prima e forse l'ultima volta) diletta Editta. Dio sa quando e se mi sarà dato di rivedervi! Troppi rischi sovrastano a chi professa il mestiere dell'armi; ma fino all'ultimo sospiro io serberò tutto... tutto il rispetto che da lungo tempo vi ho tributato.»

Ma il suon della voce, il fuoco che negli occhi d'esso brillava, l'agitazione di tutta la persona manifestavano un senso ben più forte del rispetto, benchè solo di rispetto ei favellasse. Nè era possibile che Editta confondesse una cosa coll'altra, o rimanesse con animo affatto immoto all'aspetto di una tenerezza sì modestamente espressa quanto profondamente sentita dall'innamorato milord. Comunque oppressa dall'idea del pericolo, da cui era allor minacciato l'amante ch'ella preferiva, non potè ristarsi dal provare un moto di compassione per l'amabile giovinetto che si congedava da lei nell'atto di avventurarsi ai rischi terribili della guerra.

»Spero.... ho grande fiducia, diss'ella, che non correrete verun pericolo; che il terrore delle vostre armi prima che le adoperiate porrà in fuga i ribelli; che voi tornerete ben tosto a ricever congratulazioni e pegni di amicizia da tutti gli abitanti di questo castello.»

»Da tutti? rispose il Lord dando un'espressione studiata di dubbio e di malinconia a tale voce. Così potess'io esserne persuaso! ma non ispero io già tanto sollecito il buon successo che ci ripromettiamo. Tutt'altro che numeroso il corpo d'esercito cui appartengo, non potrà col sol mostrarsi intimorire i sommossi; onde prevedo che sol dopo molto spargimento di sangue si perverrà a spegnere la ribellione. Costoro, entusiasti d'animo deliberato, son condotti da comandanti non affatto ignari di guerra. Che anzi non posso ristarmi dal credere, che l'ardore impetuoso del nostro colonnello ne fa marciare troppo affrettatamente contr'essi. Ne conveniva meglio l'assicurarsi prima d'un rinforzo, e limitare intanto le nostre fazioni a vegghiar su le vie di comunicazione per impedire l'assembrarsi di un maggior numero di partigiani ribelli. Ma mio dovere si è l'ubbidire, nè avvi tra noi chi abbia men di me motivo di paventare i pericoli.»

Qui a miss Editta presentavasi l'occasione di parlare a lord Evandale per Enrico; unica via di salvezza, che sembrasse rimanergli tuttora aperta. Pur titubava ella ancora, nè sapea con quali termini indirigere al giovine capitano la sua inchiesta, allor quando udì questo comando di Claverhouse. »Bothwell, conducete tosto alla mia presenza il prigioniero. È vero che dobbiam partire, ma questa bisogna non ci porterà grande indugio. — Ascoltatemi; abbiate cura di ordinare uno squadrone e di far caricare le carabine.»

Parole nelle quali Editta credè udire la sentenza di morte proferita contro l'infelice giovane di Milnwood, e divenute in lei più forti dal ritegno onde non osava sollecitare un amante infelice a farsi intercessore egli stesso pel proprio rivale! »Milord, gli diss'ella, questo giovane è l'amico intrinseco di mio zio. — Voi avete molta possanza sull'animo del vostro colonnello. — Ardirei io pregarvi d'adoprarla a pro di questo infelice? — Mio zio ve ne professerebbe eterna gratitudine.»